| Ipofisi | Articolo | ||||
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| 3. | Lobo anteriore |
Nel lobo anteriore dell'ipofisi sono stati identificati cinque tipi di cellule secretorie, ciascuno dei quali produce uno o più ormoni specifici. La produzione di questi è controllata da particolari fattori di liberazione o di inibizione prodotti dall'ipotalamo. Tali fattori di liberazione vengono secreti dai neuroni ipotalamici in una regione fortemente vascolarizzata e, per agire sull'ipofisi anteriore, passano attraverso una rete di vasi sanguigni che collega i due organi.
| 1. | Ormone della crescita o somatotropina |
Metà delle cellule dell'ipofisi anteriore produce l'ormone della crescita o somatotropina, sotto l'influenza degli ormoni ipotalamici somatostatina e ormone di liberazione dell'ormone della crescita (growth hormone-releasing hormone, GHRH). La somatotropina è responsabile della stimolazione della produzione, nel fegato, delle somatomedine (molecole coinvolte nella regolazione della crescita) che stimolano la moltiplicazione cellulare e la formazione della cartilagine. L'ormone della crescita viene secreto durante la notte, in brevi episodi della durata massima di due ore. Nei bambini e negli adolescenti questi episodi sono più frequenti, quindi viene liberata una maggiore quantità di somatotropina. I livelli dell'ormone sono elevati dalla nascita ai quattro anni, poi diminuiscono assestandosi su un livello stabile che viene mantenuto fino alla fine della pubertà, quando vengono raggiunti i livelli dell'adulto.
| 2. | Ormone adrenocorticotropo (ACTH) |
Circa il 20% delle cellule dell'ipofisi anteriore secerne l'ormone adrenocorticotropo o corticotropina, ACTH (adrenocorticotrophic hormone), sotto l'influenza di un ormone ipotalamico, il fattore di liberazione della corticotropina (corticotrophin releasing factor, CRF). L'ACTH controlla la secrezione di diversi ormoni steroidei da parte della corticale del surrene; i principali sono il cortisolo, l'aldosterone, il testosterone e gli estrogeni.
| 3. | Prolattina |
La prolattina viene prodotta da cellule che costituiscono circa il 10-20% del lobo anteriore dell'ipofisi. In condizioni normali, la secrezione della prolattina viene inibita da un fattore ipotalamico, chiamato dopamina, mentre può essere stimolata dalla secrezione di una quantità elevata del fattore di liberazione della tireotropina da parte dell'ipotalamo e degli estrogeni da parte delle ovaie. L'aumento del numero delle cellule produttrici di prolattina, che si verifica durante la gravidanza, è probabilmente dovuto all'aumento degli estrogeni che avviene in quel periodo. La prolattina stimola la produzione di latte dopo il parto e, come per l'ossitocina, un ormone dell'ipofisi posteriore, anche la sua produzione viene stimolata dal neonato stesso con la suzione. Inoltre, la prolattina esercita un effetto inibitore sulla liberazione e sull'azione degli ormoni gonadotropici, che interferisce con la comparsa di cicli mestruali normali e dell'ovulazione durante l'allattamento. Benché nel maschio la funzione della prolattina sia sconosciuta, essa appare, tuttavia, legata strutturalmente e talvolta anche funzionalmente all'ormone della crescita.
| 4. | Ormone tireostimolante (TSH) |
L'ormone ipofisario anteriore che controlla la tiroide si chiama ormone tireostimolante, TSH (thyroid stimulating hormone), o tireotropina. Il fattore di liberazione della tireotropina (thyrotrophin-releasing factor, TRF), di origine ipotalamica, è il principale fattore che stimola la secrezione di questo ormone. La produzione di tireotropina varia nel corso delle 24 ore, cioè segue un ritmo circadiano, con un picco nelle prime ore del mattino (intorno alle 3) e un calo a livelli bassissimi nel pomeriggio. L'ormone tireostimolante stimola la produzione e la liberazione degli ormoni tiroidei che regolano la velocità del metabolismo basale, la termoregolazione e la crescita dell'organismo.
| 5. | Ormone follicolostimolante (FSH) e luteinizzante (LH) |
Altre cellule del lobo anteriore fabbricano due ormoni gonadotropi, l'ormone follicolostimolante, FSH (follicle stimulating hormone) e l'ormone luteinizzante, LH (luteinizing hormone). Questi ormoni vengono prodotti sia nei maschi sia nelle femmine e agiscono, rispettivamente, sui testicoli e sulle ovaie. La massima secrezione di questi ormoni avviene alla pubertà. Essi sono responsabili della maturazione degli organi della riproduzione, nonché della crescita del corpo che si verifica durante l'adolescenza. Nell'età adulta questi ormoni vengono secreti in modo diverso nei maschi e nelle femmine; ciononostante in entrambi i sessi essi svolgono una funzione importante di stimolazione delle gonadi e di produzione dei gameti e di alcuni steroidi sessuali. Nella donna la quantità di FSH e LH prodotta dall'ipofisi anteriore presenta un andamento ciclico e varia nei 28 giorni del ciclo mestruale. All'inizio del ciclo mestruale viene liberato FSH, che stimola la crescita dei follicoli nelle ovaie. Poi un follicolo si trasforma in un follicolo di Graaf, che produce il massimo livello di estrogeni. L'aumento del livello degli estrogeni dapprima inibisce la secrezione di FSH, poi stimola la secrezione di LH che provoca la rottura del follicolo, accompagnata dalla liberazione di un uovo e dalla formazione di un corpo luteo. Quest'ultimo secerne soprattutto progesterone che inibisce la secrezione di LH. Oltre alla modulazione del progesterone, la produzione di FSH e LH viene anche stimolata da un fattore ipotalamico, il fattore di liberazione della gonadotropina (gonadotrophin releasing hormone, GnRH).
Nel maschio adulto l'ipotalamo produce GnRH e l'ipofisi anteriore produce una quantità costante di FSH e LH. LH stimola le cellule interstiziali del testicolo a produrre il testosterone e altri androgeni e quindi viene anche chiamato ormone stimolante delle cellule interstiziali (interstitial cell stimulating hormone, ICSH), mentre FSH esercita un effetto importante sulla produzione costante di spermatozoi.
In base a quanto è stato descritto, si può affermare che la produzione e la secrezione degli ormoni da parte dell'ipofisi anteriore sono in parte regolate da fattori di liberazione ipotalamici e, in parte, da ormoni che regolano autonomamente la propria secrezione (come il cortisolo, gli estrogeni e il progesterone) con un meccanismo detto 'regolazione a feedback negativo' (o a retroazione, dove l'ormone prodotto inibisce la secrezione dei fattori di liberazione dell'ormone stesso) indispensabile per il mantenimento dell'omeostasi, cioè dei sistemi utilizzati dall'organismo per conservare il proprio equilibrio biologico.
| 6. | Disturbi dell'ipofisi anteriore |
I disturbi del lobo anteriore dell'ipofisi si riflettono, generalmente, in un eccesso o in un difetto di produzione o di secrezione degli ormoni ipofisari che possono, a loro volta, comportare una serie di patologie dell'individuo. Ad esempio, se durante l'infanzia vengono prodotte quantità insufficienti di ormone della crescita, l'individuo affetto da questa alterazione può essere colpito da nanismo o comunque rimanere di bassa statura, a meno che la carenza di ormone della crescita non venga corretta farmacologicamente. Una quantità eccessiva di ormone della crescita durante l'infanzia o la pubertà provoca il gigantismo, mentre allo stadio adulto causa acromegalia.
Se l'ormone adrenocorticotropo viene prodotto in quantità superiori alla norma, esso può dare luogo alla sindrome di Cushing; molto più di rado esso può essere, invece, prodotto in quantità insufficienti, provocando svariate manifestazioni. Se la secrezione di prolattina è carente, dopo la gravidanza non si verifica la montata lattea, cioè la prima produzione di latte. In entrambi i sessi, l'insorgere di un tumore dell'ipofisi può, tra le altre cose, provocare una secrezione eccessiva di prolattina, che a sua volta può causare una forma di sterilità comunque curabile.
I disturbi ipofisari che impediscono la liberazione della tireotropina provocano manifestazioni simili a quelle delle malattie tiroidee, che comprendono ritardo mentale e della crescita (se la carenza riguarda un lattante), intolleranza al freddo, letargia e rallentamento dei processi mentali (se la carenza riguarda un adulto). Un eccesso di questi ormoni provoca instabilità emotiva, calo di peso e intolleranza al caldo. La carenza di FSH e LH può provocare, in entrambi i sessi, una forma di sterilità curabile con una terapia ormonale.