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Dittatura

Dittatura Regime politico in cui il potere viene esercitato, senza alcun sistema di controllo e di opposizione, da un unico organo, che a volte corrisponde a una singola persona fisica, a volte a un gruppo di persone. Il termine deriva dal latino dictator (derivato da dictare, “dettare”), che indicava un magistrato a cui erano attribuiti temporaneamente tutti i poteri civili e militari.

Nell'antica Roma, la carica di dictator veniva attribuita in casi d'emergenza a un magistrato su richiesta del senato; il potere di nomina in origine era affidato ai consoli, successivamente passò ai comizi. La carica, che secondo gli storici fu istituita tra il 501 e il 498 a.C., era di durata semestrale, conferiva pieni poteri civili e militari e un limitato “potere di vita e di morte”. Con tali prerogative essa fu concessa per l'ultima volta durante la seconda guerra punica, nel 216 a.C. Negli ultimi anni della repubblica la carica fu affidata al generale Lucio Cornelio Silla, che la mantenne dall'82 al 79 a.C., e successivamente a Giulio Cesare, che divenne dittatore a vita nel 45 a.C. In entrambi i casi essa assorbì tuttavia funzioni e poteri di tipo monarchico, incompatibili con la forma repubblicana dello stato. Il titolo venne abolito da Marco Antonio nel 44 a.C., dopo la morte di Cesare.

In epoca contemporanea il termine viene ad assumere un significato del tutto diverso ed è utilizzato per designare i regimi che esercitano il potere senza la legittimazione dei cittadini, come ad esempio in Italia la dittatura fascista. In questo senso la dittatura è il contrario della democrazia e si caratterizza per la pressoché totale mancanza di libertà (di opinione, di stampa, di associazione), per un rigido controllo sociale e spesso per l’attitudine a reprimere, in forme anche violente, qualsiasi manifestazione di dissenso. Vedi anche Totalitarismo.