Letteratura gaelica
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Letteratura gaelica
2. Letteratura irlandese in gaelico dal XVII al XX secolo

La malinconica contemplazione del passato e il rimpianto dei valori antichi si accentuò a partire dal XIII secolo, via via che il dominio inglese si affermava e la tradizione gaelica locale sopravviveva in condizione di minoranza e dipendenza culturale. Anche la tradizione del bardo, cantore del signore e autore di copie manoscritte del proprio lavoro, cominciò a esaurirsi già nel Cinquecento, quando, sotto il regno di Elisabetta I, la nobiltà venne espropriata dei propri beni. Dal XVII secolo in poi continuarono a essere scritte in gaelico opere dedicate alla storia dell'Irlanda e versi satirici di impronta nazionalista che mettevano in ridicolo il dominio inglese.

Dopo un lungo periodo di declino – in parte dovuto alla grande carestia del 1845 e all'emigrazione che seguì – nacque, verso la fine dell'Ottocento, un vigoroso movimento culturale nazionalista conosciuto come Celtic Revival (Rinascimento celtico). Nel 1893 Douglas Hyde, futuro presidente d'Irlanda, fu tra i fondatori della Gaelic League (Lega gaelica), che, mirando al recupero della lingua gaelica parlata e scritta, promosse la pubblicazione di raccolte di materiale folclorico, romanzi, poesie e drammi. Nel Novecento sono stati numerosi gli scrittori che hanno continuato a scrivere in questa lingua, traducendo solo successivamente le loro opere in inglese: tra questi, il romanziere Tomás Ó Criomhtháin e il drammaturgo Brendan Behan, che scrisse originariamente in gaelico L'ostaggio (1958). Due grandi figure della narrativa in gaelico sono Liam O'Flaherty e Flann O'Brien.