Trova nell'articolo Tantalio

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Tantalio
1. Introduzione

Tantalio Elemento metallico duttile e malleabile, di simbolo Ta e numero atomico 73, appartenente agli elementi di transizione della tavola periodica. Fu ottenuto in forma pura nel 1820 dal chimico svedese Jöns Jakob Berzelius, e venne così chiamato per la sua resistenza agli acidi, con allusione al mitico Tantalo.

2. Proprietà e fonti

Il tantalio fonde a circa 2996 °C, bolle a circa 5425 °C, ha densità relativa 16,6 e peso atomico 180,948. È solubile in alcali e nell'acido fluoridrico, ma insolubile in acido solforico, cloridrico e nitrico. Si incendia all'aria e forma il pentossido di tantalio, una sostanza bianca di formula Ta2O5 che reagisce facilmente con ossidi o idrossidi metallici formando composti detti tantaliti. L'acido tantalico, HTaO3, è un precipitato gelatinoso che si ottiene mescolando acqua al pentacloruro.

Piuttosto raro in natura, il tantalio si trova nel minerale tantalite (FeTa2O6) combinato con niobio dal quale viene separato utilizzando opportuni solventi o per cristallizzazioni selettive. I principali depositi di tantalite sono situati in Australia e Scandinavia. Il tantalio per usi commerciali è preparato per elettrolisi di soluzioni di eptafluorotantalato di potassio (o altri composti di tantalio) e acido solforico diluito.

3. Usi

Essendo più resistente del platino a molti agenti corrosivi, il tantalio sostituisce il platino nei pesi standard e negli accessori da laboratorio. Si usa principalmente per i condensatori nei circuiti elettronici e nei circuiti rettificanti a basso voltaggio, ma anche negli scambiatori di calore chimici. Grazie all'estrema resistenza agli acidi e alla compatibilità con i tessuti del corpo, è usato negli strumenti chirurgici, ottici e dentari, e negli acciai per le placche ossee. L'ossido è utilizzato nelle lenti speciali per fotografia aerea.