| Patata | Articolo | ||||
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| 4. | Caratteristiche colturali e nutrizionali |
La patata si adatta alla coltivazione in un suolo sciolto e ben drenato, ricco di humus; predilige i climi temperati. La propagazione si ottiene interrando i tuberi, o parti di essi che contengano due o più “occhi”, cioè le gemme. Per produrre le patate “novelle”, precoci, che verranno raccolte in aprile, la semina dei tuberi si esegue nel dicembre precedente; per le altre varietà la semina si effettua in primavera e il raccolto avviene a fine agosto.
Esistono numerose varietà ripartite nei due gruppi delle patate a pasta gialla e a pasta bianca. Le prime hanno una polpa più compatta e sono adatte a cotture lunghe (lessatura, a vapore, arrostimento); le altre sono caratterizzate da una polpa più farinosa e dolce, e sono adatte alla preparazione di purè, gnocchi e timballi. Dalla polpa si ricava anche la fecola, una farina impiegata in cucina come sostituto della farina di grano e come addensante per creme e sughi.
I tuberi, ricoperti da un tegumento di cellule impermeabili impregnate di suberina, sono ricchi di amido – che costituisce circa il 75% del peso secco – e acqua; inoltre, possiedono circa il 2% di proteine, complementari a quelle apportate da alimenti di origine animale, una piccola percentuale di grassi e sali minerali e una buona quantità di vitamina C, B1 e PP.
Tra le malattie che possono attaccare le patate, la più temibile è la peronospora, provocata dal fungo Phytophthora infestans che attacca tutti gli organi aerei della pianta. Il marciume secco dei tuberi, anch'esso causato da un fungo, provoca la mummificazione e la decomposizione dei tuberi. Patologie di origine virale si manifestano spesso con l’accartocciamento delle foglie.
Classificazione scientifica: La patata è classificata Solanum tuberosum nella famiglia delle solanacee, ordine solanali, classe dicotiledoni, divisione angiosperme.