Patata
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Patata
2. Cenni storici

Originaria della regione andina, dove viene coltivata da almeno 4000 anni e selezionata in numerose varietà adatte a diverse condizioni climatiche, la patata fu importata in Europa nel XVI secolo dai conquistadores spagnoli. Verso l’inizio del secolo successivo fu introdotta in Inghilterra e in Irlanda, dove i tuberi acquisirono una notevole importanza soprattutto nella dieta delle popolazioni rurali e delle classi meno abbienti. Le patate furono usate come fonte di carboidrati anche in sostituzione della farina di grano.

In Francia la diffusione del prezioso tubero non fu immediata, per la credenza che questo provocasse la lebbra; il chimico e agronomo Antoine-Augustine Parmentier contribuì a sfatare tale pregiudizio, convinto da un soldato prussiano – come vuole la tradizione popolare – della validità della patata come alimento. Curiosamente, la pianta raggiunse gli Stati Uniti dall’Europa, nel 1719, e non dal Sud America da dove essa aveva iniziato il suo viaggio. Nell’Europa settentrionale, tra il 1845 e il 1847, la rapida espansione di un’epidemia di peronospora flagellò le colture, causando la perdita dei raccolti e, di conseguenza, una gravissima carestia e ingenti danni economici. Ciò ebbe risvolti anche di tipo sociale: per sfuggire alla miseria e alla fame, infatti, molte famiglie nordeuropee (soprattutto irlandesi) decisero di migrare verso gli Stati Uniti.