| Carestia | Articolo | ||||
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| 4. | Prospettive |
Negli anni Trenta e Quaranta era opinione diffusa che nel successivo cinquantennio la Cina sarebbe stata colpita da una grave carestia, mentre negli anni Cinquanta l'India veniva considerato un paese che, in un futuro non troppo lontano, non sarebbe più stato in grado di nutrire la propria popolazione. In realtà, la Cina è ancora oggi in grado di fornire al proprio popolo cibo a sufficienza e, attraverso una politica di ridistribuzione delle risorse, di sostegno all'agricoltura e di controllo delle nascite, è riuscita ad allontanare lo spettro della fame. In India l'avvio della cosiddetta 'rivoluzione verde', ovvero l'introduzione di tecniche colturali intensive, concimi chimici, sistemi di irrigazione e varietà coltivabili a rendimento elevato ha consentito di incrementare la produzione agricola.
Secondo le attuali previsioni, l'Africa è considerata il continente che nei prossimi decenni farà registrare il maggior numero di vittime per fame. Gravi carestie hanno del resto già imperversato in Africa, negli anni Settanta e Ottanta, e sono state causate da fattori concomitanti, come prolungati periodi di siccità, desertificazione diffusa, impoverimento dei suoli, mancanza di terreni adatti all'introduzione di tecniche agricole avanzate, rapido incremento demografico, scarsa attenzione dei governi locali alle politiche agrarie. La fame ha sterminato soprattutto le popolazioni di quelle aree in cui sono in atto, o si sono appena concluse, guerre civili o di confine, ad esempio nella regione del Sudan, in Etiopia, in Mozambico e in Somalia.