| 2.
|
 |
Aterosclerosi |
L'aterosclerosi rappresenta la forma più comune di arteriosclerosi, e costituisce la prima causa di morte nei paesi dell'Occidente industrializzato.
| 1.
|
 |
Cause |
Essa colpisce le arterie di grosso e medio calibro, soprattutto l’aorta, le arterie femorali, le arterie coronarie e le carotidi, ma anche le arterie di altri distretti, ad esempio quelle renali; in tali vasi, si verifica una progressiva deposizione di colesterolo e di altri lipidi, che determinano formazioni dette striature grasse e placche fibrose. Le striature grasse rappresentano le lesioni più precoci; esse si producono a livello della tunica intima dell'arteria, ossia dello strato più interno del vaso, per l’accumulo di molecole lipidiche tra le cellule della parete arteriosa. Le placche fibrose, o ateromi, si formano con il progredire della malattia; sono ammassi di materiale che, lacerando l’endotelio del vaso, sporgono verso il lume, determinandone il restringimento e, infine, l’occlusione. Sulle placche si depositano elementi cellulari più o meno degradati, in particolare macrofagi e cellule sanguigne. Le placche possono andare soggette a calcificazione, fenomeno che può instaurare nel vaso un processo di ulcerazione e di necrosi (morte cellulare), e la formazione di trombi, ossia di coaguli che, staccandosi, possono venire trasportati dal flusso sanguigno e ostruire vasi di piccolo calibro.
| 2.
|
 |
Sintomi |
A seconda delle arterie interessate, l'aterosclerosi può dare un quadro clinico caratteristico (in particolare, se colpisce le coronarie: cardiopatia ischemica; le arterie renali: insufficienza renale; le carotidi: perdita della memoria, cefalea, vertigini).
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.