| Contraccezione | Articolo | ||||
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| 3. | Metodi di contraccezione |
I mezzi contraccettivi disponibili oggi vanno dalle procedure permanenti, come la sterilizzazione chirurgica, ai mezzi temporanei che vanno impiegati a ogni rapporto sessuale. La loro efficacia si definisce con il cosiddetto indice di Pearl (IP), che esprime il numero di gravidanze non programmate, registrate in 100 donne che hanno utilizzato il metodo per un anno: più il metodo è efficace, più l’IP è vicino allo zero.
| 1. | Anticoncezionali steroidei |
I contraccettivi orali, detti comunemente “pillole”, sono composti di sostanze chimiche molto simili agli ormoni naturali (estrogeni e progesterone) e agiscono bloccando l’ovulazione, rendendo difficoltoso il passaggio degli spermatozoi dalla vagina all’utero e rendendo inospitale l’ambiente uterino in cui dovrebbe annidarsi l’ovulo eventualmente fecondato. Se assunta seguendo bene le istruzioni, la pillola ha un’efficacia contraccettiva alta (IP da 0,25 a 2). Come tutti i farmaci, può avere effetti collaterali di tipo fisico (aumento delle malattie autoimmuni e del diabete se latenti, disturbi a carico dell’apparato cardiovascolare come l’aumento della pressione arteriosa e una aumentata incidenza di tromboflebiti e tromboembolie, aumenti dei livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, cancro del seno) e di tipo psicologico (aumento dei disturbi depressivi se già presenti prima dell’assunzione, perdita della libido, dolore durante il rapporto).
Secondo uno studio recente, la pillola potrebbe facilitare la trasmissione del virus HIV, responsabile della trasmissione della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), in quanto modifica la cervice uterina rendendola più ricettiva agli organismi patogeni. Le donne sopra i 35 anni che utilizzano la pillola, e soprattutto le fumatrici e le donne obese, presentano un rischio più elevato di disturbi della coagulazione, infarto e ischemia (vedi Ictus).
L’assunzione di alti dosaggi di estrogeni entro 72 ore da un rapporto non protetto, la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, può provocare un aborto precoce impedendo l’annidamento dell’uovo. Questo trattamento, la cui efficacia contraccettiva è alta ma non assoluta, va vietato in chi presenta controindicazioni alla pillola. Effetti collaterali di tipo fisico sono nausea e malessere, che si verificano nel 50-60% dei casi, e irregolarità dei cicli successivi; secondo il farmaco usato, possono riscontrarsi anche fenomeni di virilizzazione.
Attualmente sono in corso ricerche tese a mettere a punto una pillola anticoncezionale maschile. Di recente sono stati sperimentati nuovi sistemi di somministrazione, non ancora utilizzati in Italia, degli stessi principi attivi presenti nella pillola, sotto forma di iniezione o di impianto sottocutaneo di capsule che rilasciano continuamente piccole quantità di ormoni.
| 2. | Altri anticoncezionali chimici |
Altre forme di contraccettivi sono gel, creme, candelette e schiume spermicide, nonché spugnette imbevute di spermicida da introdurre nella vagina prima di ogni rapporto sessuale. Agiscono distruggendo gli spermatozoi e hanno un’efficacia contraccettiva piuttosto bassa (IP 15-35). Possono provocare irritazioni locali.
| 3. | Metodi di barriera |
I metodi di barriera, che ostacolano fisicamente l’ingresso degli spermatozoi nell’utero, sono disponibili in diverse forme, sia per le donne che per gli uomini. I preservativi (detti anche profilattici o condom), sono cappucci di latice da infilare sul pene in erezione prima del rapporto. Sono il più antico contraccettivo maschile e rispetto ad altri metodi hanno un’efficacia abbastanza bassa (IP 10, 4 se unito a spermicidi). Presentano effetti collaterali di tipo fisico (vaginiti nella donna) e psicosessuale, con diminuzione della sensibilità nell’uomo e fastidio nella donna. Negli ultimi anni il loro utilizzo si è particolarmente diffuso in quanto diminuisce il rischio di trasmissione dell’AIDS e di altre malattie a trasmissione sessuale, come la gonorrea, l’herpes, la clamidia e l’epatite B.
| 3.1. | Diaframma |
Il metodo di barriera femminile più diffuso è il diaframma (o pessario), una piccola cupola di gomma che viene prima spalmata con un composto spermicida e poi infilata nella vagina, fino a farla aderire alla cervice (collo dell’utero). L’efficacia contraccettiva è piuttosto bassa (IP 10-13, 8 se associato a spermicidi). Il diaframma richiede una visita ginecologica per determinare la misura e imparare a inserirlo correttamente. Possibili effetti collaterali di tipo fisico sono infezioni delle vie urinarie; dal punto di vista psicologico tende a disturbare il rapporto perché va inserito subito prima della penetrazione per evitare che si sposti o si ribalti.
| 3.2. | Spirale intrauterina |
La spirale intrauterina o IUD (Intra-Uterine Device) è un sottile filamento di metallo o di plastica, sagomato ad ansa o a spirale, che deve essere inserito da un medico all’interno dell’utero. Ha un’efficacia abbastanza alta (IP 1-4) e funziona ostacolando l’impianto dell’uovo fecondato sulla parete uterina; alcuni tipi di spirale liberano anche piccole quantità di progesterone. Una volta inserita, una spirale di plastica può rimanere nell’utero anche per sei anni.
Presenta frequenti effetti collaterali, come forti crampi uterini e un’intensificazione del flusso mestruale, nonché aumento dell’incidenza delle infiammazioni pelviche; più rara, ma molto grave, è la perforazione della parete dell’utero. La spirale può inoltre avere effetti nocivi sulla fertilità femminile futura a causa delle infiammazioni pelviche, nonché provocare un aumento delle gravidanze ectopiche, dovute all’impossibilità dell’ovulo fecondato di annidarsi nell’endometrio.
| 4. | Coito interrotto |
Si tratta della retrazione del pene dalla vagina prima dell’eiaculazione. Ha un’efficacia contraccettiva molto bassa (IP 10-20), e ciononostante è uno dei mezzi più diffusi. Tra gli effetti collaterali di tipo fisico nella donna vi è la vaginite da mancata deposizione del liquido seminale, che contiene sostanze che permettono il ritorno della vagina al suo stato fisiologico e impediscono l’insorgenza di stati infiammatori cronici. Effetti collaterali di tipo psichico: nell’uomo, stato di stress riguardo al rapporto, talvolta insorgenza di eiaculazione precoce; nella donna, insoddisfazione, difficoltà di raggiungere l’orgasmo, talvolta disinteresse verso la sessualità.
| 5. | Sterilizzazione chirurgica |
Un’altra forma di controllo delle nascite è la sterilizzazione chirurgica. Nella donna viene ottenuta con un intervento di legatura delle tube di Falloppio, i condotti che portano l’uovo dall’ovaio all’utero. La sterilizzazione maschile, invece, viene eseguita con un intervento di vasectomia, nel corso del quale si recidono i vasi deferenti che conducono gli spermatozoi dai testicoli al pene.
In entrambi i casi la sterilizzazione chirurgica è un intervento piuttosto semplice e ha un’alta efficacia contraccettiva (IP 0,25-1,4). È, tuttavia, un metodo permanente, dal momento che gli interventi chirurgici per ripristinare la fertilità riescono molto raramente. Può avere effetti collaterali fisici (aumento ponderale dell’uomo, formazione di anticorpi antispermatozoi nella donna, complicanze postoperatorie) e psicosessuali, con forme depressive e diminuzione del desiderio (per il cosiddetto “senso di castrazione”). In Italia, dal punto di vista legale, la sterilizzazione chirurgica è tuttora considerata una grave lesione personale.
| 6. | Metodi naturali di regolazione della fertilità |
I metodi naturali di regolazione della fertilità sono metodi tesi all’individuazione del periodo fertile e dei periodi sterili all’interno del ciclo mestruale femminile. Nel caso la coppia desideri un figlio, potrà concentrare i rapporti sessuali nel periodo fertile per aumentare le probabilità del concepimento; se invece non desidera iniziare una gravidanza eviterà il contatto sessuale durante il periodo fertile.
A differenza del primo metodo naturale messo a punto, il metodo Ogino-Knaus (o metodo del ritmo), che consisteva in un calcolo statistico dei giorni probabilmente fertili della donna, i moderni metodi naturali di regolazione della fertilità sono fondati sull’osservazione quotidiana dei segni della fertilità e dell’infertilità della donna. I metodi naturali attualmente più usati sono sostanzialmente tre: il metodo della temperatura basale, il metodo dell’ovulazione e il metodo sintotermico. Se imparati bene e applicati correttamente, i metodi naturali hanno un’efficacia piuttosto alta (IP 3,6-2,5).
| 6.1. | Metodo della temperatura basale |
La temperatura corporea basale è la temperatura sviluppata dall’organismo a riposo, per mantenere le funzioni vitali (battito cardiaco e respirazione). Può essere rilevata al risveglio e riportata su un grafico. La temperatura basale aumenta e resta costantemente alta dopo l’ovulazione e fino alla fine del ciclo mestruale, sotto l’influsso del progesterone. Pertanto, il metodo della temperatura basale fornisce un’idea precisa di quando comincia il periodo fertile.
| 6.2. | Metodo dell’ovulazione |
Detto anche metodo del muco cervicale o metodo Billings, si basa sull’osservazione quotidiana dei cambiamenti del muco cervicale liberato nella vagina durante il ciclo. Il muco prodotto dal collo dell’utero, infatti, cambia notevolmente le sue caratteristiche nei giorni precedenti l’ovulazione, per favorire il passaggio degli spermatozoi all’interno dell’utero. Il metodo dell’ovulazione fornisce indicazioni sia sull’inizio che sulla fine del periodo fertile all’interno del ciclo.
| 6.3. | Metodo sintotermico |
Per definire l’inizio e la fine della fase fertile utilizza sia le indicazioni della temperatura basale sia quelle del muco cervicale, nonché eventualmente altri segni quali modificazioni del collo dell’utero, tensione al seno, perdite di sangue.