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| 4. | Bambole occidentali nell'Ottocento |
Nel XIX secolo la qualità delle bambole migliorò grazie all'utilizzo di porcellana e cartapesta e all'invenzione dei giunti sferici, che conferirono maggiore flessibilità agli arti. Altra novità molto apprezzata furono le bambole di carta da ritagliare insieme ad abiti e accessori.
Tra i produttori più abili dell'epoca si distinsero due famiglie italiane emigrate in Gran Bretagna, i Montanari e i Pierotti, che si specializzarono rispettivamente nella produzione di teste per bambole e di pupazzi rappresentanti personaggi storici.
Lo sviluppo industriale portò una rivoluzione anche nella produzione delle bambole quando nel 1851 la Goodyear Rubber Company introdusse sul mercato una bambola infrangibile, in gomma vulcanizzata. Questo tipo di materiale, usato per il corpo e unito a teste e arti in celluloide o biscuit, si prestò molto meglio a realizzare bambole dall'aspetto di neonati, che non i tradizionali manichini: verso la fine del secolo, la bambola dall'aspetto adulto era stata quasi completamente soppiantata dal bambolotto bebè. Nello stesso periodo l'industria della bambola si sviluppò anche in Italia, soprattutto in Lombardia, Lazio, Veneto, Toscana e Piemonte. La produzione si concentrò sulle bambole di stoffa e tra le altre si distinse la ditta torinese Lenci.