Bambola
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Bambola
3. La bambola in occidente dal medioevo all'età moderna

Nell'Europa del XII secolo apparvero i primi burattini, pupazzi snodati in legno o metallo, che venivano mossi per mezzo di fili. Si diffusero inoltre bambole commestibili, come quelle di pane, che secondo la tradizione conferivano santità se mangiate il 1° novembre.

Per le bambole il periodo di maggiore fortuna cominciò nel Rinascimento, grazie soprattutto all'invenzione veneziana di un materiale a base di pasta di legno e carta, che fu utilizzato nei cinque secoli successivi. Allo stesso periodo risale la comparsa dei burattini a guanto e delle bambole con funzione di manichino, usate per presentare ed esibire nuovi modelli di abiti e acconciature

Nel Quattrocento i principali centri di produzione furono la Germania, l'Inghilterra, la Francia, i Paesi Bassi e l'Italia: le bambole, fabbricate in legno, argilla, stracci o cera, erano spesso vestite con abiti tipici del paese di provenienza. Le bambole divennero oggetti di lusso e gli esemplari più belli venivano spesso donati a re e nobili. Nel XVI secolo un'ulteriore innovazione fu rappresentata dalla cosiddetta bambola a birillo, realizzata in legno tornito, priva di arti e dotata di una base che le consentiva di rimanere in piedi.

Il Seicento vide un progresso nella scelta dei materiali – con l'introduzione delle teste in ceramica, gomma o alabastro – e nelle tecniche costruttive, che permisero di realizzare bambole con occhi mobili e capelli veri. Nel medesimo periodo in Sicilia nacquero i 'pupi', vestiti in costumi tradizionali o con armature da guerra e impiegati negli spettacoli di marionette.

Fino al Settecento le bambole avevano sempre presentato fattezze da adulto, ma nel 1710 venne prodotta la prima bambola bebè, in cera, dotata di occhi mobili e in grado di piangere.