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Elegia
1. Introduzione

Elegia Nella letteratura greca e latina, componimento poetico in distici, detti appunto elegiaci, costituiti da un esametro e un pentametro dattilico. Originariamente concepita come lamento funebre, trattò in seguito temi amorosi, politici e civili.

2. Cenni storici

I primi poeti elegiaci di cui sono pervenuti versi sparsi, tutti risalenti al VII secolo a.C., sono Archiloco, Callino, Tirteo e Mimnermo. Fra il IV e il III secolo a.C., con la poesia alessandrina, in particolare con Callimaco, l'elegia divenne molto ricercata nei contenuti (prevalentemente mitologici) e raffinata nelle forme. Fra i poeti latini, dopo il risalto dato da Catullo a temi come l'amore e l'amicizia, l'elegia prese con Tibullo e Properzio caratteri fortemente soggettivi e autobiografici, dando ampio spazio alla passione amorosa. All'elegia si dedicò anche Ovidio, che ne riprese l'intonazione originaria di poesia del dolore e del lamento.

Nel Medioevo il termine elegiaco indicava anche un particolare stile letterario, che Dante nel De vulgari eloquentia definì 'stile degli infelici', mettendolo in relazione a quello 'superiore' della tragedia e a quello 'inferiore' della commedia. Durante l'Umanesimo la poesia elegiaca in latino ebbe molto successo grazie ad autori come Giovanni Pontano, Poliziano e Jacopo Sannazaro.

Nelle letterature moderne essa si caratterizzò più per i toni nostalgici e malinconici che per particolari forme metriche; fra gli autori della letteratura inglese, dopo Edmund Spenser e John Milton, ne troviamo esempi in Thomas Gray e Percy Bysshe Shelley. Nella letteratura tedesca, l'elegia ebbe un posto di spicco soprattutto a partire dal Settecento, con poeti come Friedrich Gottlieb Klopstock, che usò una particolare struttura metrica per riprodurre il ritmo quantitativo del distico latino, Johann Wolfgang von Goethe, Friedrich Hölderlin, Eduard Friedrich Mörike e Rainer Maria Rilke. Nella letteratura italiana il metro elegiaco fu rielaborato alla fine dell'Ottocento da Giosue Carducci e Giovanni Pascoli.