| Trova nell'articolo | Mah-jong | Articolo |
Mah-jong Gioco da tavolo di origine cinese. Introdotto in Occidente negli anni Venti del Novecento, raggiunse una grande popolarità nel decennio successivo. Il regolamento internazionale ufficiale del gioco fu definito nel 1998 dalla Commissione statale degli sport della Cina, dopo una lungo lavoro di ricerca tra le numerose versioni regionali. In Italia, la Federazione Italiana Mah Jong organizza dal 1987 un Campionato annuale. Vi sono inoltre diversi tornei organizzati da vari club.
Si gioca con tasselli simili alle pedine del domino, detti anche “tegole”, che recano ideogrammi cinesi e numeri arabi. Le pedine sono 144, divise in pedine numerali e pedine letterali. Le 108 pedine numerali sono suddivise in tre semi (o segni): bambù (4 serie di 9 bambù, numerate da 1 a 9), circoli (4 serie di 9), caratteri (4 serie di 9); le pedine letterali sono 36 e sono suddivise in draghi (3 draghi – Rosso, Bianco, Verde – con 4 esemplari ciascuno, costituiscono i 12 onori superiori), venti (4 venti – Est, Sud, Ovest, Nord – con 4 esemplari ciascuno, costituiscono i 16 onori semplici), fiori (4 pedine) e stagioni (4 pedine). La versione giocata negli Stati Uniti contiene anche 4 joker.
Ciascuno dei giocatori, solitamente quattro, assume il nome e la posizione dei quattro venti spiranti dai quattro punti cardinali; Est funge da mazziere. Le pedine vengono coperte e mescolate sul tavolo; ogni giocatore ne prende 36 e le usa per costruire un muro lungo 18 pedine e alto 2. I quattro muri vengono uniti al centro del tavolo in modo da formare un quadrato: la Muraglia Cinese. Partendo da se stesso, il mazziere distribuisce alcune pedine della Muraglia: 14 a sé e 13 a ciascuno degli altri giocatori. Scopo del gioco è creare combinazioni, ossia serie di tre o quattro pedine uguali per valore numerico e seme, oppure in scala dello stesso seme. A turno ogni giocatore prende una pedina dalla Muraglia e ne scarta un’altra in suo possesso. È consentito prendere l'ultima pedina scartata da un avversario solo se serve a completare una combinazione. Vince chi per primo forma tante combinazioni da poter chiudere.