| Cartesio | Articolo | ||||
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| 3. | Cartesio e la scienza |
In ambito prettamente scientifico Cartesio elaborò complessi modelli meccanicistici per la spiegazione dei fenomeni fisici, che ebbero il pregio di sostituire le astratte speculazioni della tarda scolastica. Sebbene avesse accolto la teoria di Copernico che concepiva un sistema di pianeti in movimento attorno al Sole, quando essa fu condannata dalla Chiesa, in occasione del processo a Galileo, Cartesio decise di non pubblicare il proprio trattato di cosmologia, Il Mondo: in esso era avanzata una teoria dei “vortici”, secondo la quale lo spazio è completamente riempito di materia turbinante attorno al Sole.
Nel campo della fisiologia Cartesio postulò che parte del sangue fosse un fluido sottile composto da “spiriti animali”. Questi, egli credeva, entravano in contatto con la sostanza pensante in un luogo del cervello (la “ghiandola pineale”) e fluivano lungo i canali nervosi per muovere i muscoli e le altre parti del corpo.
Gli studi di ottica lo condussero alla scoperta che l’angolo d’incidenza è uguale all’angolo di riflessione. È la legge fondamentale della riflessione, di cui il suo saggio sull’ottica costituì la prima formulazione mai pubblicata. Cartesio, inoltre, considerava la luce come una sorta di pressione in un mezzo solido e prefigurò così la teoria ondulatoria della luce.
Determinante, infine, fu il suo contributo alla matematica. Egli elaborò le basi concettuali della geometria analitica, classificando le curve secondo il tipo di equazione a esse associato. Introdusse l’uso delle ultime lettere dell’alfabeto per designare le incognite e delle prime lettere dell’alfabeto per designare i termini noti; inventò il metodo degli indici (come x²) per esprimere le potenze dei numeri; e formulò la regola, nota come “regola cartesiana dei segni”, per trovare il numero delle radici positive e negative di qualsiasi equazione algebrica.