Metafisica
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Metafisica
3. L’età moderna

Nel XVII secolo la metafisica fu caratterizzata dalla tendenza a costruire teorie fondate sulla conoscenza a priori, utilizzando cioè un metodo d’indagine che procede unicamente dalla ragione, in contrapposizione alla conoscenza a posteriori, che si ottiene a partire dall’esperienza. Dalla conoscenza a priori vennero dedotte proposizioni universali che si supponevano vere e valide per ogni ente. Tale euristica diede origine a tre diverse concezioni metafisiche: il monismo, che reputava l’universo riconducibile a un’unica sostanza fondamentale; il dualismo, che ammetteva due sostanze di base; e il pluralismo, che sosteneva l’esistenza di numerose sostanze fondamentali.

1. Il monismo

Le correnti monistiche, pur convenendo nel riconoscere l’esistenza di un’unica sostanza di base, sono d’opinione diversa in merito alla descrizione delle caratteristiche principali di tale sostanza. Così, il “monismo idealistico” ritiene che la sostanza sia puro spirito; il “monismo materialistico” reputa che la sostanza sia puramente materia, e il “monismo intermedio” pensa che essa non sia né esclusivamente spirito né solamente materia. La posizione idealistica fu sostenuta da George Berkeley, quella materialistica da Thomas Hobbes e la terza da Baruch Spinoza. Quest’ultimo sviluppò una concezione panteistica della realtà, secondo la quale l’universo coincide con Dio e tutte le cose sono aspetti (modi) degli attributi di Dio.

2. Il dualismo cartesiano

L’esponente più celebre della dottrina dualistica fu Cartesio, secondo il quale estensione fisica (res extensa) e pensiero (res cogitans) sono entità radicalmente diverse e sono le uniche sostanze dell’universo; il suo dualismo, tuttavia, non spiega in modo soddisfacente come queste entità fondamentali siano in relazione fra loro.

3. Leibniz

Nell’opera di Gottfried Wilhelm Leibniz si ipotizza che l’universo sia costituito da un numero infinito di sostanze individuali, o “monadi”. Questa concezione è pluralistica quando è riferita all’esistenza di numerose entità tutte diverse fra loro, ed è monistica quando afferma che ogni monade è un centro di attività rappresentativa che racchiude in sé l’intero universo.

4. Empirismo e scetticismo

Nell’ambito della filosofia moderna, alcuni filosofi hanno sostenuto che la realtà può essere conosciuta soltanto con un metodo d’indagine basato sull’esperienza, evitando cioè di postulare l’esistenza di entità spirituali non percepibili dai sensi. Questo approccio, che può essere considerato una nuova forma di metafisica, è denominato empirismo. Un’altra scuola di pensiero ha affermato invece che, anche se esistesse una realtà ultima, essa sarebbe totalmente inaccessibile per la conoscenza umana, la quale, limitandosi agli stati mentali, è necessariamente soggettiva. La conoscenza, pertanto, non è rappresentazione di una realtà esterna, ma semplicemente un riflesso delle mutevoli percezioni umane. Questa concezione è nota come scetticismo.