| Simbolismo (letteratura) | Articolo | ||||
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| 3. | Diffusione del simbolismo |
Il termine “simbolismo” indica anche la lunga tradizione della poesia europea che prese avvio dall’esperienza francese. Oltre a Baudelaire, i precursori di questa tradizione furono, in forma più indiretta, lo statunitense Edgar Allan Poe e i tedeschi Novalis e Friedrich Hölderlin.
Il simbolismo attecchì subito in Gran Bretagna con Gerard Manley Hopkins e Algernon Charles Swinburne e, in seguito, influì su Thomas Stearns Eliot. In Russia si richiamarono al simbolismo Valerij Jakovlevič Brjusov, Vjačeslav Ivanovič Ivanov, Aleksandr Blok e Andrej Belyj. In area di lingua francese il simbolismo continuò con Emile Verhaeren, Georges Rodenbach, Maurice Maeterlinck, fino a Paul Claudel e a Paul Valéry. In Germania esercitò un profondo influsso su Stefan George, Rainer Maria Rilke e Gottfried Benn; in Spagna su Antonio Machado e Juan Ramón Jiménez; e in ambito latinoamericano su Rubén Darío.
In Italia, dove influenzò Giovanni Pascoli e il D’Annunzio del Poema paradisiaco e in seguito agì su Arturo Onofri e sul “maledettismo” di Dino Campana, la lezione più coerente e sistematica del simbolismo fu ripresa dall’ermetismo.