Etologia
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Etologia
1. Introduzione

Etologia Disciplina che studia gli organismi animali, e in particolare il loro comportamento, nell’ambiente naturale. Il termine deriva dal greco êthos, “costume”, e logía, “studio” e significava in origine “scienza dei costumi”.

L’approccio etologico si può considerare opposto a quello operato da un’altra disciplina che studia il comportamento, la psicologia comportamentale. Questa, infatti, compie ricerche in laboratorio, nelle quali vengono spesso presi in esame singoli aspetti (come la produzione di saliva alla vista del cibo), e i possibili fenomeni organici che li determinano.

Si possono fare rientrare in questa corrente studiosi come il fisiologo russo Ivan Pavlov, che alla fine del XIX secolo compì particolari studi sui riflessi condizionati; lo psicologo statunitense John Watson, fondatore, agli inizi del XX secolo, della scuola del comportamentismo, secondo il quale tutti i comportamenti complessi possono essere osservati e misurati e sono risposte fisiologiche; lo psicologo Burrhus Skinner che negli anni Cinquanta sviluppò le teorie di Watson, sostenendo che anche comportamenti complessi possono essere studiati con metodi sperimentali. La scuola comportamentista viene anche definita “scuola americana”, perché americani furono i più importanti studiosi ad essa appartenenti. Vedi anche Psicologia sperimentale.

L’approccio etologico è quello di considerare il comportamento di un organismo come frutto delle complesse interazioni tra esso e l’ambiente in cui si trova, comprendendo nel termine ambiente diversi aspetti, dalle risorse che esso offre agli individui che vi si trovano e che interagiscono con l’organismo considerato. “Etologo” fu utilizzato in diverse epoche storiche con differenti significati: ad esempio, nel Seicento esso designava gli attori specializzati nel rappresentare particolari aspetti del carattere umano. In senso biologico, però, questo termine fu introdotto nell’Ottocento dal naturalista francese Isidore Geoffroy-Saint Hilaire che diede a esso la moderna accezione.

I primi etologi in senso moderno si possono ritenere il tedesco Oskar Heinroth e lo statunitense Charles Otis Whitman, che effettuarono ricerche rispettivamente sulle anatre e sui piccioni nei primi decenni del XX secolo. Gli studiosi che però sono considerati i veri fondatori della scuola etologica furono lo zoologo austriaco Konrad Lorenz, che fu il primo a descrivere il fenomeno dell’imprinting (vedi oltre), lo zoologo olandese Nikolaas Tinbergen, che descrisse alcuni modelli di comportamento osservando in particolare i gabbiani, e lo zoologo austriaco Karl von Frisch, che compì numerose scoperte sulla vita delle api. Poiché i tre ricercatori erano tutti europei, la corrente etologica, che ne segue le idee, viene anche definita “scuola europea”.