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Papua Nuova Guinea
1. Introduzione

Papua Nuova Guinea (nome ufficiale Papua New Guinea, Papua Niugini), stato insulare indipendente nell’ambito del Commonwealth, situato nell’oceano Pacifico sudoccidentale, a est dell’Indonesia e a nord dell’Australia. Occupa la sezione orientale dell’isola di Nuova Guinea e comprende inoltre l’arcipelago Bismarck, l’arcipelago di Louisiade, le isole Trobriand, le isole d’Entrecasteaux, l’isola Woodlark e la parte settentrionale delle isole Salomone (tra cui le isole Bougainville e Buka). Il paese, separato dal continente australiano dallo stretto di Torres, è bagnato a nord dal mare di Bismarck, a est dal mare delle Salomone, a sud dal mar dei Coralli, su cui si affaccia il golfo di Papua, e confina a ovest con la provincia indonesiana di Papua (già Irian Jaya). Capitale e città principale è Port Moresby.

2. Territorio

La superficie complessiva del paese è di 462.840 km²; di questi, l’80% circa è costituito dalla sezione orientale dell’isola di Nuova Guinea. L’estensione costiera complessiva è di 5.152 km. La zona litoranea della parte papuana della Nuova Guinea è perlopiù pianeggiante, solcata da profondi delta fluviali e caratterizzata da numerose baie, tra cui quella di Milne nell’estrema regione orientale; nella regione sudoccidentale, il delta del fiume Daru forma invece una vasta pianura alluvionale paludosa, oltre la quale il territorio si innalza verso gli aspri rilievi dell’interno (la cima più elevata è il monte Wilhelm, 4.509 m), che comprendono le catene montuose Bismarck e Owen Stanley.

Le altre isole, come Nuova Britannia, Nuova Irlanda e l’isola di Bougainville, sono caratterizzate da un territorio montuoso di origine vulcanica; le isole minori sono invece in gran parte atolli corallini.

1. Idrografia

Nella sezione papuana della Nuova Guinea sono presenti alcuni fiumi di un certo rilievo: nella zona sudoccidentale scorre il Fly, navigabile nel suo basso corso; nella regione meridionale il Purari, mentre la regione settentrionale è bagnata dai fiumi Sepik, Markham e Ramu.

2. Clima

Il paese ha un clima tipicamente monsonico, caratterizzato da caldo umido per tutto l’arco dell’anno; nelle zone pianeggianti le temperature oscillano da minime intorno ai 21,1 °C a massime di 32,2 °C, mentre nelle zone montuose si registrano talvolta temperature inferiori ai 3,3 °C. Nella regione della baia di Milne le precipitazioni raggiungono i 5.080 mm annui, nell’area del delta del fiume Fly i 5.840 mm, mentre nella città di Port Moresby, ben protetta dalla catena dei monti Owen Stanley, le precipitazioni si riducono a 1.145 mm.

3. Flora e fauna

Buona parte del territorio è coperta da fitte foreste equatoriali di origine pluviale. Le aree costiere della regione continentale sono spesso paludose. Le zone montuose, ricche di boschi di conifere e alberi decidui, alle altitudini più elevate ospitano qualche raro esemplare di flora alpina. Numerose e varie le specie animali, tra le quali si citano il canguro, il dingo, il maiale selvatico, lo scoiattolo, il pipistrello, varie specie di roditori, rettili, farfalle (tra cui quella detta “dalle ali di uccello”, la più grande al mondo), e di uccelli tropicali come l’uccello del paradiso. Le acque costiere sono abbondantemente popolate da pesci, molluschi e tartarughe marine.

4. Problemi e tutela dell’ambiente

Il paese è caratterizzato da una ricca biodiversità, con oltre 11.000 specie vegetali. Il 65% (2005) del territorio è coperto da foreste pluviali, tra le meno contaminate del mondo. Tuttavia la deforestazione, il cui tasso annuale è dello 0,44%, sta provocando danni all’habitat naturale di alcune zone. Anche le miniere a cielo aperto sono causa di seri problemi; il governo ha decretato la chiusura di alcune di esse e avviato un programma di conservazione delle foreste e di promozione dell’ecoturismo.

Il governo ha ratificato il Trattato Antartico, il Trattato per il Legname Tropicale 1983 e 1994, la Convenzione sul diritto del mare e accordi in materia di eliminazione degli scarichi in mare, abolizione dei test nucleari, biodiversità, cambiamento climatico, specie in via d’estinzione, modificazini ambientali, rifiuti nocivi, protezione dell’ozonosfera, tutela delle zone umide.

3. Popolazione

La popolazione, appartenente ai gruppi etnici dei papua e dei melanesiani, ammonta a 5.795.887 abitanti (2007), con una densità media di 13 unità per km²; piuttosto basso il tasso di urbanizzazione: il 13% nel 2003. Nel paese sono presenti piccoli gruppi di bianchi (perlopiù di origine australiana) e di orientali (soprattutto cinesi).

1. Lingua e religione

La lingua ufficiale è l’inglese, benché più di 700 lingue e dialetti appartenenti al gruppo maleopolinesiano siano parlati dalle popolazioni rurali. Diffuso nel paese è il tok pisin, una forma di pidgin che mischia elementi dell’inglese, del tedesco e del melanesiano. I due terzi circa della popolazione professano ufficialmente il cristianesimo (soprattutto cattolicesimo e protestantesimo); i culti tradizionali animisti rimangono molto seguiti.

2. Istruzione e cultura

Sebbene l’istruzione sia gratuita, non è tuttavia obbligatoria, e solo una piccola percentuale di studenti prosegue gli studi oltre le scuole primarie. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è del 76% (2000). Le due università presenti nel paese sono la University of Papua New Guinea a Port Moresby e la University of Technology a Lae.

4. Divisioni amministrative e città principali

Il paese è amministrativamente ripartito in venti province. Capitale e città principale è Port Moresby; altri centri di rilievo sono Lae, Madang, Wewak e Goroka.

5. Economia

L’economia del paese risente di un’agricoltura poco produttiva e del mancato sfruttamento delle risorse ittiche. Le principali risorse provengono dall’esportazione di materie prime e dalla vendita dei diritti di pesca a flotte straniere. I tentativi dello stato di investire nel turismo sono in parte falliti per l’alto tasso di criminalità e l’instabilità politica. Nel 2005 il prodotto interno lordo ammontava a 4.945 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 840 dollari.

1. Agricoltura

Nonostante la povertà del suolo, fertile solo in alcune zone pianeggianti, l’agricoltura è l’attività predominante del paese. Perlopiù viene praticata da piccole comunità rurali in terreni ricavati con il metodo “taglia e brucia”. Al consumo locale è destinata la produzione di noci di cocco, patate dolci, banane e igname. Le colture di piantagione, perlopiù caffè, cacao e palma da cocco, sono invece destinate all’esportazione. Sono praticati anche l’allevamento, la caccia e la pesca. Buona la produzione di legname. Nel 2003 il settore primario nel suo insieme contribuiva per il 28,7% alla formazione del PIL annuo, impiegando il 72% della forza lavoro.

2. Risorse minerarie e industria

Ricchi giacimenti di rame e oro vennero scoperti all’inizio degli anni Settanta del Novecento nell’isola di Bougainville, ma l’attività estrattiva è cessata nel 1989, dopo lo scoppio di un conflitto secessionista. La Nuova Guinea a partire dagli anni Novanta produce discreti quantitativi di rame, oro e argento, in parte destinati all’esportazione. Le attività industriali sono limitate a qualche stabilimento attivo nei settori alimentare e dell’abbigliamento. Nel 2003 il comparto industriale forniva il 42,1% del PIL annuo, impiegando il 4% della forza lavoro.

3. Commercio e finanza

I principali partner commerciali sono l’Australia, il Giappone, la Germania, la Gran Bretagna, Singapore, la Corea del Sud e gli Stati Uniti dai quali vengono importati principalmente macchinari e mezzi di trasporto, generi alimentari e prodotti petroliferi. Nel 2003 il valore totale delle esportazioni fu di 2.260 milioni di $ USA, a fronte di importazioni per 1.302 milioni di $ USA. L’unità monetaria del paese è la kina, suddivisa in 100 toea.

4. Trasporti e comunicazioni

La particolare conformazione del territorio rende estremamente difficoltose le comunicazioni interne; il paese ha infatti una rete stradale molto limitata (19.600 km, di cui solo il 4% è asfaltato), su cui circolano perlopiù veicoli commerciali, e non dispone di alcuna linea ferroviaria. La compagnia aerea nazionale, Air Niugini, garantisce voli interni e internazionali. Hanno una funzione rilevante la navigazione fluviale e le comunicazioni marittime, per le quali Port Moresby è lo scalo principale.

6. Ordinamento dello stato

Stato indipendente dal 1975, Papua Nuova Guinea fa parte del Commonwealth britannico. Il sovrano del Regno Unito è rappresentato da un governatore generale, che nomina il capo del governo. Il potere legislativo viene esercitato dal Parlamento nazionale, composto da una sola camera di 109 membri eletti a suffragio universale con un mandato di cinque anni.

La Corte Suprema è la massima autorità giudiziaria, cui si affiancano Corti distrettuali e locali. È in vigore la pena di morte, ma dalla metà degli anni Cinquanta non vengono eseguite sentenze capitali.

7. Storia

Per la storia precedente, vedi Nuova Guinea.

Dopo la seconda guerra mondiale, la sezione orientale dell’isola fu riunita dall’Australia, cui fu affidata dalle Nazioni Unite, nel Territorio di Papua e Nuova Guinea. Per preparare il passaggio all’indipendenza, l’Australia promosse la creazione di istituzioni adeguate, creando tra il 1950 e il 1951 dei consigli di villaggio e un consiglio legislativo nazionale. Nel 1972 venne formato un governo centrale. Il nuovo stato di Papua Nuova Guinea ottenne l’autonomia nel 1973 e nel 1975 la totale indipendenza. Nello stesso anno il paese venne accolto nelle Nazioni Unite e nel Commonwealth britannico.

Il paese, ai cui vertici economici e politici si affermarono le minoranze bianche e asiatiche, fu presto attraversato da tensioni etniche e sociali. Il conflitto fu particolarmente aspro a Bougainville, dove lo sfruttamento del ricco sottosuolo per opera di compagnie multinazionali (soprattutto australiane) provocò gravi danni ambientali a scapito delle popolazioni indigene. Nel 1975 il governo provinciale di Bougainville proclamò l’indipendenza e fu sciolto dal governo centrale. Il conflitto riesplose con violenza nel 1989, quando un movimento separatista, l’Armata rivoluzionaria di Bougainville (Bougainville Revolutionary Army, BRA), insorse in armi provocando l’immediata chiusura delle miniere. Dopo il ritiro delle truppe governative, nel 1990 l’Armata proclamò l’indipendenza della provincia.

Il conflitto riprese dopo una breve tregua nel 1992 e nel 1993 gli sconfinamenti delle truppe governative nelle isole Salomone (intesi a impedire gli approvvigionamenti ai ribelli) provocarono scontri tra imbarcazioni di pattugliamento dei due paesi. Agli inizi del 1994, l’esercito nazionale prese il controllo della capitale di Bougainville, Arawa. Nello stesso anno fu proclamata una nuova tregua, interrotta due anni dopo, nel 1996, in seguito all’assassinio del capo del governo transitorio della provincia. Nel 1997 fu concordata un’ulteriore tregua, seguita nel 1998 da un cessate il fuoco e nel 1999 dalla creazione di un governo di riconciliazione.

Nel 2001 fu sottoscritto ad Arawa un accordo di pace, che prevede lo svolgimento di un referendum entro il 2016 in cui Bougainville dovrà scegliere se continuare a far parte dello stato di Papua Nuova Guinea oppure rendersi indipendente.