| Linguistica | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 3. | La linguistica moderna e le sue evoluzioni specialistiche |
Fu proprio la conoscenza del sanscrito da parte dell'Occidente, avvenuta alla fine del Settecento, a porre le basi per una fondazione scientifica della linguistica. Si iniziò così un'opera di comparazione sistematica delle lingue (a partire dalle lingue indoeuropee) e una loro classificazione secondo criteri rigorosi, basati soprattutto sullo studio delle corrispondenze fonetiche e morfologiche (vedi Glottologia). Parallelamente iniziò lo studio sistematico dei dialetti. Per tutto l'Ottocento la linguistica, assorbita dalle scoperte e dalle acquisizioni – valide ancora oggi – del metodo comparativo, fu una disciplina piuttosto compatta e orientata verso lo studio diacronico, ossia storico, della lingua.
Nel XX secolo, e in particolare grazie all'opera di Franz Boas, Ferdinand de Saussure e la scuola linguistica di Praga, la disciplina si sviluppò secondo una serie di orientamenti diversi: l'analisi diacronica venne ulteriormente sviluppata e perfezionata, e soprattutto fu affiancata dall'analisi sincronica, che si propone di studiare la lingua nel suo stato attuale e nel suo funzionamento reale. Lo strutturalismo nacque proprio in linguistica, con la considerazione che le lingue costituiscono meccanismi complessi, in cui ogni parte è legata a tutte le altre e non è modificabile o eliminabile senza che l'intera struttura ne risenta. Si consideri, ad esempio, un fenomeno apparentemente poco importante come il fatto che in latino le consonanti finali fossero pronunciate sempre più debolmente; ciò produsse, nei secoli, una situazione per cui il soggetto non si distingueva più dal complemento oggetto, rendendo poco efficace il sistema latino delle declinazioni per indicare i complementi: di qui il passaggio dal sistema delle declinazioni a quello delle preposizioni, che caratterizza le lingue romanze.
Negli Stati Uniti Franz Boas e Edward Sapir, nell'ambito della linguistica descrittiva, elaborarono raffinate metodologie per identificare i suoni o le unità grammaticali delle lingue prive di tradizione scritta (ad esempio le lingue indiane d'America), in modo da giungere a una descrizione scientifica dei vari linguaggi. Basandosi sul loro lavoro, Leonard Bloomfield propose un'analisi comportamentale del linguaggio, che evitasse il più possibile considerazioni semantiche, ossia sul significato. In relazione a questo tipo di ricerche e contro alcune affermazioni radicali e discutibili degli allievi di Bloomfield, Noam Chomsky elaborò, a partire dagli anni Cinquanta, la grammatica generativa.
In Europa la riflessione di Saussure e della scuola di Praga non diede origine a una scuola linguistica unitaria e si crearono interessi e orientamenti diversi: particolarmente importanti sono la scuola glossematica di Copenaghen, rappresentata da Louis Trolle Hjemlslev e Viggo Brøndal, per il suo rigore formale, la sua coerente impostazione concettuale e le sue applicazioni nel campo della semiologia; e il cosiddetto funzionalismo, di André Martinet e di Michael Halliday, orientamento che pone l'accento sulla funzione comunicativa della lingua e sul ruolo del parlante. Anche la dialettologia si è rivelata una disciplina assai vivace, banco di prova sulle lingue vive delle teorie e metodologie speculative (in particolare, ultimamente, della grammatica generativa).
Fra le discipline della linguistica moderna ci sono inoltre: la sociolinguistica; la pragmatica; la psicolinguistica, che unendo i campi di indagine della linguistica e della psicologia studia, fra l'altro, le modalità di acquisizione del linguaggio nei bambini, la percezione del parlato, i legami fra linguaggio e cervello e le patologie del linguaggio come ad esempio l'afasia; l'etnolinguistica, che si occupa dei rapporti fra linguaggio, cultura e visione del mondo delle popolazioni o dei gruppi, ed è imparentata con l'antropologia; la geografia linguistica, che riassume in sé caratteristiche della grammatica storica, dello strutturalismo, del funzionalismo e dell'etnolinguistica.