| Colloidi | Articolo | ||||
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| 3. | Classificazione |
I colloidi si suddividono in due grandi categorie, a seconda del loro comportamento nei confronti del mezzo disperdente: se sono a esso affini vengono detti “liofili”, altrimenti “liofobi”. Esempio tipico di colloidi liofili, che cioè formano facilmente soluzioni colloidali, è la gelatina; esempi di colloidi liofobi, invece, sono i metalli.
A seconda dello stato di aggregazione delle due componenti di un colloide si distinguono i sol (o soli), le emulsioni, i gel (o geli) e gli aerosol (o aerosoli). I sol sono colloidi costituiti da particelle solide disperse in una matrice liquida; in questo gruppo rientrano le vernici, che sono dispersioni di minuscoli pigmenti in soluzioni oleose; si possono ottenere per dispersione di particelle più grandi suddivise in particelle più piccole o per aggregazione di particelle piccole in particelle più grandi. Le emulsioni sono costituite da particelle liquide disperse in un altro liquido; ne è un esempio il latte, costituito da goccioline di grasso disperse in acqua. Si chiama invece aerosol la dispersione colloidale di un solido in un gas, come il fumo di sigaretta nell’aria, o quella di un liquido in un gas, come lo spray insetticida. Si parla di gel, infine, quando le particelle solide sono disposte in una matrice liquida secondo un ordine tridimensionale 'allentato', che conferisce alla miscela particolari caratteristiche di rigidità ed elasticità, come in una gelatina.