| Trova nell'articolo | Homo sapiens | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Homo sapiens Nome scientifico della specie umana moderna. L'opinione comune tra gli studiosi è che Homo sapiens sia il prodotto dell'evoluzione di Homo erectus, avvenuta circa 200.000 anni fa.
| 2. | Origini |
Le ipotesi possibili circa le modalità dell’origine e della diffusione di Homo sapiens sono sostanzialmente tre: secondo alcuni, Homo sapiens si sarebbe evoluto in Africa, da dove poi sarebbe migrato a colonizzare tutte le terre emerse; secondo altri, si sarebbe evoluto contemporaneamente in diverse zone del pianeta dai gruppi di Homo erectus che già le popolavano. Recentissimi studi effettuati su reperti di ominidi rinvenuti in Cina, infine, sembrerebbero suffragare una terza ipotesi, vale a dire che Homo sapiens si sia evoluto in Asia. I fossili analizzati, in un primo tempo datati a soli 30.000 anni fa, sarebbero risultati a una più attenta indagine risalenti a 139.000 anni fa, e quindi rappresenterebbero i più antichi fossili di uomo moderno rinvenuti in Asia.
| 3. | Classificazione scientifica |
Ai fini della classificazione tassonomica, i membri della specie Homo sapiens appartengono al regno animale, al phylum dei cordati (sono dotati di notocorda), al subphylum dei vertebrati (presentano una spina dorsale formata da vertebre) e alla classe dei mammiferi (allattano i piccoli). Nell’ambito di quest’ultima risultano collocati nella sottoclasse degli euteri o placentati (si sviluppano nel corpo della madre, avvolti nella placenta), nell'ordine dei primati (le estremità hanno cinque dita e sul torace è presente un unico paio di ghiandole mammarie), nel sottordine degli antropoidei (hanno occhi in posizione frontale, che consentono la visione stereoscopica, e cervello molto sviluppato) e nella famiglia degli ominidi.
I resti fossili di Homo sapiens di cui oggi disponiamo sono stati classificati dai paleontologi in due sottospecie diverse: Homo sapiens neanderthalensis, meglio nota come uomo di Neanderthal (dal nome del sito archeologico in cui furono rinvenuti i primi resti), e Homo sapiens sapiens, o uomo di Cro-Magnon, la sottospecie a cui noi apparteniamo. La prima sarebbe comparsa sulla Terra circa 200.000 anni fa; la seconda, intorno ai 90.000 anni fa.
| 4. | Caratteristiche distintive di Homo sapiens |
Le principali caratteristiche strutturali che distinguono Homo sapiens dai primati affini quali scimpanzé, oranghi e gorilla (scimmie antropomorfe) sono la postura eretta, la locomozione bipede e lo straordinario sviluppo della massa cerebrale. Tali caratteristiche, nel corso dell’evoluzione, hanno via via consentito all’uomo di acquisire capacità e schemi comportamentali premianti, primi fra tutti l’uso delle mani per la presa e la manipolazione degli utensili e il linguaggio, che ne hanno fatto la specie dominante sulla Terra.
| 1. | Caratteristiche strutturali e fisiologiche |
L’acquisizione della postura eretta e della locomozione bipede, che nella linea evolutiva dell’uomo risale al tempo dei primi australopiteci, è stata possibile grazie a una serie di adattamenti strutturali che tuttora si riscontrano nell’apparato scheletrico umano: in primo luogo, la colonna vertebrale presenta una caratteristica forma a S, che sposta il centro di gravità del corpo direttamente sull'area di appoggio dei piedi, conferendo stabilità ed equilibrio nella posizione eretta. Inoltre, il bacino è più ampio che negli altri primati antropomorfi, l'articolazione del ginocchio si blocca nella posizione di massima estensione e il piede non è prensile, ma specializzato nell’appoggio e nella deambulazione plantigrada.
Il bipedismo, in realtà, non è un’esclusiva della specie umana: lo si osserva anche in altri antropoidi; tutte le specie non umane, tuttavia, possiedono una colonna vertebrale diritta o arcuata che, non consentendo una stazione perfettamente eretta, impone l’uso delle mani per sostenere parte del peso del corpo durante la locomozione. Nell’uomo, l’acquisizione del bipedismo completo è stata importante nella misura in cui ha consentito la specializzazione delle mani per altri usi, quali la presa e la manipolazione fine degli oggetti. Il dettaglio strutturale più importante di questo perfezionamento risiede nella forma allungata del pollice, che può ruotare liberamente ed è completamente opponibile alle altre dita.
| 2. | Lo sviluppo del cervello e l’acquisizione del linguaggio |
Il cervello di Homo sapiens, grande in media 1400 cm³, ha un volume quasi doppio rispetto a quello dei primi esseri umani che producevano utensili litici. Tale aumento di dimensioni, avvenuto nell'arco di circa due milioni di anni, è stato accompagnato da un adeguato incremento della capacità e della forma del cranio: mentre nei primi ominidi questo era relativamente piccolo, costituito da ossa massicce e caratterizzato da arcate sopraccigliari prominenti e da fronte e mento sfuggenti, in Homo sapiens ha acquisito una forma arrotondata, con ossa facciali più sottili, conformate in modo da risultare disposte approssimativamente su un piano frontale.
L’aumento di dimensioni del cervello ha consentito il graduale sviluppo di un’altra delle caratteristiche distintive di Homo sapiens, vale a dire il linguaggio. In particolare, i requisiti fisiologici necessari all’acquisizione di questa facoltà si sono affermati in associazione all'espansione e alla specializzazione di una regione della corteccia cerebrale, chiamata area di Broca, adibita al controllo fine dei movimenti delle labbra e della lingua.
| 3. | Conseguenze dell’aumento della massa cerebrale |
Il graduale aumento delle dimensioni del cranio ha imposto via via altre modificazioni anatomiche e fisiologiche nella specie umana, non ultimi un allargamento del bacino della femmina e un periodo di gestazione relativamente più breve rispetto a quello di altri primati, per consentire un più agevole passaggio del nascituro attraverso il canale del parto. Infatti, mentre i piccoli di Australopithecus nascevano con una capacità cranica pari al 50% di quella degli adulti, e gli scimpanzé, oggi, nascono con una capacità cranica pari al 65% di quella definitiva, i neonati dell'uomo moderno hanno un volume cranico pari al 25% di quello degli adulti. Questo implica che nella fase di sviluppo postnatale, i piccoli dell’uomo rimangono immaturi e indifesi per un periodo di tempo più lungo, durante il quale dipendono totalmente dalle cure parentali e dalle stimolazioni degli adulti.
All’aumento delle dimensioni del cervello si deve anche, naturalmente, l’evoluzione del comportamento umano: in particolare, rispetto alle specie meno evolute, capaci solo di risposte istintive e stereotipate, l’uomo ha acquisito nel corso dell’evoluzione la capacità di sovraimporre, agli schemi comportamentali fissi, modelli di comportamento appreso (vedi Etologia). Tra le innumerevoli conseguenze di tale conquista, l’uomo è divenuto capace di affrontare anche le variazioni ambientali con reazioni comportamentali rapide e specifiche, garantendo alla specie una straordinaria adattabilità agli habitat più disparati e quindi una sua diffusione pressoché ubiquitaria sul pianeta.
| 5. | Lo sviluppo di comportamenti culturali |
La specie umana ha capacità culturali uniche: l'uomo è dotato di pensiero consapevole, sa pianificare e programmare, è in grado di trasmettere e insegnare le proprie abilità ad altri, ha un complesso sistema di relazioni sociali ed è capace di modificare in modo creativo il proprio ambiente. I moduli comportamentali integrati, necessari per la progettazione e la fabbricazione di utensili, si sono affermati almeno 2,5 milioni di anni fa, e già a quel tempo forse esisteva una forma di codificazione avanzata per la comunicazione vocale; 350.000 anni fa si erano già affermate capacità quali la pianificazione della caccia, l'accensione del fuoco, l'uso di vestiti, nonché, probabilmente, i riti funebri. Prove dell'esistenza di rituali religiosi, di eventi documentati e di forme artistiche risalgono, invece, a un periodo compreso fra 30.000 e 40.000 anni fa e implicano, alla base del complesso ordinamento sociale richiesto da queste attività, un linguaggio e un senso etico avanzati.
Vedi anche Evoluzione umana; Antropologia; Psicologia.