Suicidio
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Suicidio
4. Interpretazioni attuali del suicidio

Le pionieristiche ricerche di Durkheim inaugurarono vasti ambiti di studio. Le scienze umane tendono oggi a considerare il suicidio come un fenomeno molto complesso, in cui intervengono fattori biologici e psicologici oltre che sociali. L’atto, ad esempio, è spesso preceduto da stati di depressione profonda. Cause legate alla personalità o alle circostanze possono essere il bisogno di sfuggire a situazioni intollerabili, la sensazione di inadeguatezza rispetto a compiti o funzioni, il desiderio di arrecare dolore a coloro che restano, la visione della vita come inesauribile fonte di una sofferenza che solo la morte può placare. Questi sono i sentimenti che emergono più frequentemente dai messaggi lasciati dai suicidi.

Le ricerche non hanno comunque abbandonato la lettura sociale del fenomeno: come Durkheim aveva suggerito, la società e il momento storico sembra possano avere un ruolo determinante nell’aumento dei suicidi: il loro numero, non a caso, salì considerevolmente nella Germania uscita sconfitta dalla prima guerra mondiale e negli Stati Uniti al culmine della Grande Depressione.

Nella seconda metà del Novecento il suicidio è stato usato come forma di protesta politica: tragici esempi sono quelli dei monaci buddhisti che si davano fuoco per protestare contro la guerra del Vietnam o il suicidio dello studente Jan Palach, che divenne il simbolo della disperata resistenza del popolo cecoslovacco all’invasione sovietica. Una recrudescenza degli attacchi suicidi si è affermata alla fine del Novecento nel terrorismo di matrice fondamentalista islamica, in cui giovani attentatori si fanno esplodere in luoghi affollati, cercando di colpire quante più persone possono. Si sono anche registrati diversi casi di suicidi collettivi all’interno di sette più o meno religiose, effettuati sotto l’influenza di capi carismatici.

Secondo alcuni psicologi, i problemi comuni della società contemporanea, come la solitudine, la sensazione di sradicamento e la perdita di fiducia nella vita, costituiscono le cause principali della crescita del numero di suicidi.

Diversa dal suicidio è l’eutanasia, una forma di interruzione volontaria della vita cui ricorrono le persone affette da malattie incurabili.