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Milza
1. Introduzione

Milza Organo del sistema linfatico, deputato alla produzione di alcune cellule responsabili della risposta immunitaria (linfociti e monociti) e di anticorpi; ha anche funzione di accumulo dei globuli rossi e di distruzione di quelli invecchiati.

2. Anatomia

La milza ha forma appiattita e allungata; è situata nella parte alta sinistra della cavità addominale ed è a contatto con il pancreas, il diaframma e il rene sinistro; è sostenuta da fasci di tessuto connettivo che ne permettono il mantenimento della posizione. Ha un aspetto granuloso, essendo formata da cellule raggruppate in piccoli lobuli, sostenuti da una sottile rete di tessuto connettivale. Nella milza si distinguono la cosiddetta polpa bianca e la polpa rossa, costituite rispettivamente da formazioni granulari (corpuscoli del Malpighi) e da cellule reticolo-endoteliali e vene di piccolo calibro (le cellule reticolo-endoteliali, presenti anche in tutti i tessuti connettivi, hanno nel feto un ruolo emopoietico di formazione delle cellule del sangue, e nell’individuo adulto una funzione di sintesi di nuovi monociti). La milza viene rifornita di sangue arterioso mediante l’arteria splenica, che rappresenta una delle tre branche in cui si dirama l’arteria celiaca.

3. Fisiologia

Altamente vascolarizzata, la milza costituisce, insieme al timo e ai linfonodi, un organo del sistema linfatico, che contribuisce alla difesa dell'organismo contro le malattie. Durante lo sviluppo del feto, la milza è il principale organo emopoietico dell'organismo, cioè il principale produttore di elementi figurati del sangue; nel neonato tale funzione viene assunta dal midollo osseo, e la milza diviene essenzialmente un organo di elaborazione di monociti e linfociti, ossia di particolari tipi di cellule coinvolte nella risposta immunitaria. La milza svolge anche la funzione di accumulo di una certa quantità di globuli rossi (circa il 2% degli eritrociti totali), e di distruzione di quelli invecchiati. In tal modo, scorrendo attraverso questo organo, il sangue elimina elementi non più funzionanti; i prodotti della demolizione dei globuli rossi, e in particolare l’emoglobina, vengono riutilizzati dal fegato. Dall’emoglobina, infatti, derivano la biliverdina e, da questa, la bilirubina, cioè due pigmenti che entrano nella composizione della bile.

4. Malattie della milza

La milza non è colpita frequentemente da patologie, dato che, trovandosi in profondità nella cavità addominale e non avendo rapporti con l’ambiente esterno, è meno esposta di altri organi all’azione di agenti patogeni.

1. Traumi

La milza può andare soggetta a lesioni e a emorragie, se viene coinvolta da eventi traumatici a carico dell’addome; tale evenienza può risultare particolarmente grave soprattutto se all’esterno non vi sono ferite visibili, e non viene tempestivamente diagnosticato il versamento di sangue in atto. In questi casi, si rende spesso necessaria una laparoscopia; se il tessuto della milza è fortemente danneggiato, bisogna procedere all’asportazione dell’organo (splenectomia).

2. Tumori, splenomegalia e ipersplenismo

Malattie che colpiscono in modo diretto la milza sono alcune forme tumorali, come alcuni tipi di sarcoma e di angioma; quest’organo, inoltre, può ingrossarsi in modo anomalo (fenomeno definito splenomegalia), a causa di infezioni di diversa natura, come la mononucleosi infettiva, la tubercolosi, la malaria, l'artrite reumatoide e la cirrosi epatica.

L'ipersplenismo è invece la condizione in cui la milza, ingrandita, distrugge gli elementi corpuscolati del sangue, portando, se questi non vengono adeguatamente sostituiti da quelli prodotti per attività del midollo osseo, a condizioni di anemia, o di piastrinopenia o di leucopenia (ossia, rispettivamente, alla carenza di globuli rossi, piastrine o globuli bianchi).