| 2.
|
 |
Semiotica |
Peirce è noto soprattutto per i suoi contributi alla logica e all'epistemologia e per la sua teoria del segno, o semiotica. Per segno Peirce intende qualsiasi atto che consenta una comunicazione. Ogni segno comporta da un lato un riferimento all'oggetto, che costituisce il significato del segno, dall'altro un riferimento all'interpretante, cioè a colui che è in grado di comprenderlo. Ad esempio il termine 'cane' è in grado di indicare un certo animale, solo se vi è una persona che, sentendo questa parola, è in grado di coglierne il significato. Ora però l'interpretante, secondo Peirce, non va inteso tanto come una mente che capisce i segni, quanto come un segno esso stesso, il cui oggetto è costituito dal segno interpretato e che rimanda a sua volta a un altro interpretante. Ad esempio colui che ha compreso, nel corso di un dialogo, il significato della parola 'cane', esternerà questa comprensione mediante parole o con gesti: il suo pensiero non è cioè un evento puramente mentale, ma un fatto linguistico, ovvero è un segno che si inserisce in una trama di scambi comunicativi. Da ciò deriva che la relazione segnica, secondo Peirce, è una 'semiosi infinita', nella quale segno, significato e interpretante sono vicendevolmente implicati.
© 1993-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.