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| 4. | Le acconciature occidentali |
Nell’Europa medievale la Chiesa proibiva frivolezze e mondanità, per cui le acconciature maschili e femminili erano molto semplici e castigate; la tonsura, simbolo della condizione sacerdotale o monacale, si affermò durante il Medioevo e rimase in uso fino al 1972. Fino al IX secolo gli uomini della nobiltà europea portavano i capelli corti a livello della nuca, mentre le donne li tenevano lunghi e, generalmente, raccolti in trecce. Dopo il matrimonio, obbedendo ai dettami della Chiesa in materia di pudore, coprivano le trecce con un velo.
Con il Rinascimento tornò il gusto per l’eleganza e quindi anche per la cura dei capelli. Nell’Italia del Quattrocento apparve, ad esempio, una pettinatura maschile con capelli di media lunghezza, lisci intorno alla testa e con una frangia diritta sulla fronte. Tra le donne si diffusero invece lunghe trecce lasciate cadere sul dorso e ornate da nastri. Tipicamente italiana fu l’acconciatura con i capelli divisi sulla fronte, raccolti sulla nuca e coperti da un velo o da una reticella con l’aggiunta di un nastro, chiamato lenza, che reggeva una perla o un piccolo gioiello.
Nel Seicento furono molto apprezzate le acconciature francesi, ad esempio quella maschile con i capelli divisi sulla nuca in due ciocche annodate da un nastro e quella femminile realizzata con una cresta di pizzo pieghettato che si innalzava sulla fronte. Principale caratteristica del secolo fu tuttavia la diffusione delle parrucche, moda lanciata da Luigi XIII, che la usava per nascondere la calvizie, e da Luigi XIV, che ne portava una altissima per ovviare alla bassa statura. Le parrucche rispecchiavano il gusto barocco nel loro colore bruno e nell’abbondanza di riccioli. Quelle maschili coprivano il dorso e il petto, mentre quelle femminili sfioravano le spalle, gonfiandosi sui lati e intrecciandosi con gioielli e fiocchi.