| Impollinazione | Articolo | ||||
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| 5. | Modalità di impollinazione |
| 1. | Impollinazione anemogama |
Nell'impollinazione anemogama, o anemofila, il trasporto del polline è affidato al vento. Questo tipo di impollinazione è certamente il più comune, ma esso comporta da parte delle piante la produzione di enormi quantità di polline per garantire il successo della fecondazione: infatti, il vento costituisce un mezzo che trasporta il polline rapidamente e in modo diffuso, ma in maniera del tutto casuale. Il fenomeno dell'impollinazione anemofila è facilmente osservabile in primavera, quando il polline prodotto da molte piante forma nuvole che si spostano nell'aria; molti individui, che presentano particolari forme di allergia alle piante, in tale periodo sono soggetti a una intensificazione dei sintomi (nelle farmacie esistono i cosiddetti calendari dei pollini, che informano i pazienti dei diversi periodi in cui nell'aria è presente il polline delle varie specie vegetali). L'impollinazione anemofila è tipica delle gimnosperme; le angiosperme che adottano questa modalità di impollinazione (come ad esempio il salice, la betulla, il pioppo, le graminacee) di solito possiedono fiori o infiorescenze poco appariscenti, con ciuffi di stami lunghi che favoriscono l'azione trasportatrice del vento. Molte specie, come le palme da datteri, benché in natura siano impollinate dal vento, da secoli vengono impollinate artificialmente dalla mano dell'uomo, che opera così una riproduzione di tipo controllato.
| 2. | Impollinazione zoogama |
L'impollinazione dovuta ad animali come api e altri insetti, uccelli e pipistrelli prende il nome di impollinazione zoogama (entomogama nel caso particolare degli insetti); essa è molto più specifica di quella anemofila, in quanto ciascuna specie animale trasporta il polline da un fiore all'altro della stessa specie. Le piante che adottano questa modalità di impollinazione (ad esempio le rose, le orchidee, le piante da frutto come il melo, il pesco, l'albicocco) sono di solito caratterizzate da fiori appariscenti, dotati di particolari colorazione e profumo, e spesso aventi forme che favoriscono l'ingresso degli animali, in particolare degli insetti; alcune piante presentano segni caratteristici, detti 'indicatori del miele'(come i fiori della digitale, che presentano macchie vistose) per attirare gli insetti; ancora, molte piante producono secrezioni zuccherine (nettare).
Tra alcune specie di piante e di insetti si instaurano, talvolta, rapporti altamente specifici: ad esempio, esiste una sola specie di bombi in grado di raggiungere il polline all'interno del fiore della ginestra dei carbonai. I più importanti animali impollinatori sono forse le api, con i loro alveari collocati di frequente in prossimità dei frutteti. I fiori, come quelli di alcuni cactus, impollinati da alcune specie di pipistrelli tropicali che, come la maggior parte dei chirotteri, sono animali notturni, cercano di attirare i propri agenti impollinatori con stimoli di tipo olfattivo, secernendo durante la notte aromi succulenti, insieme a grandi quantità di nettare e a un polline particolarmente ricco di proteine. Un uccello impollinatore è il colibrì, che vive nel Nord e nel Sudamerica.
Vedi anche Propagazione delle piante.