Trova nell'articolo Ostracismo

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Ostracismo

Ostracismo Nell'antica Atene, procedura giuridica che bandiva per dieci anni un cittadino considerato politicamente pericoloso. Secondo Aristotele l'ostracismo fu introdotto da Clistene nel 510 a.C., ma fu usato per la prima volta nel 487-485 a.C. contro Ipparco, fratello di Ippia, tiranno di Atene. Ogni anno l'assemblea ateniese votava per alzata di mano se era necessario il ricorso a un ostracismo. In caso affermativo, due mesi più tardi si teneva una votazione pubblica in cui ogni votante scriveva il nome della persona da esiliare su un coccio (greco óstrakon): se si contavano almeno seimila voti validi, la persona doveva lasciare Atene entro dieci giorni. L'ostracismo non era un marchio permanente: l'ostracizzato non perdeva né le proprietà né la cittadinanza e poteva essere richiamato con un voto dell'assemblea. Tra i principali uomini politici colpiti da ostracismo vi furono Aristide (483 a.C.), Temistocle (471 a.C.) e Cimone (461 a.C.). L'ultima persona ostracizzata (417 a.C.) fu il demagogo Iperbolo.