Vela (sport)
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Vela (sport)
4. Terminologia, manovre e andature

Lo sport della vela è caratterizzato da una terminologia e una serie di espressioni la cui comprensione risulta difficile per chi non appartenga al mondo delle regate. I termini più ricorrenti nel gergo velico sono: prua, che è la parte anteriore della barca; poppa, che è la parte posteriore; sottovento, che è il lato della barca su cui la vela principale è spinta dal vento; sopravento, il lato opposto a quello sottovento.

Le principali vele sono: la randa o vela maestra, situata a “poppavia” (cioè dietro) dell’albero maestro; il fiocco, a prua, di cui esistono vari tipi (dal “genoa”, molto grande per situazioni con poco vento, alla “tormentina”, piccola e resistente, per vento forte o tempesta); lo spinnaker, grandissima vela molto leggera che aumenta la velocità della barca, utilizzato in regata e in alcune andature. Scotta è la fune con cui si regola una vela; cazzare e lascare indicano rispettivamente il tirare o il rilasciare una scotta.

Per quanto riguarda le manovre, poggiare significa modificare la rotta allontanando la prua dalla direzione del vento; orzare significa modificare la rotta verso il vento; abbattere (o strambare) significa che una barca, con il vento in poppa, poggia fino a porre la vela maestra attraverso la linea mediana della barca stessa per passarla sull’altro lato al fine di modificare la rotta; virare vuol dire modificare la rotta orzando e passando per la posizione in cui la barca si trova controvento.

Le andature che una barca può tenere sono: la bolina, quando la rotta non si allontana di più di 45° dalla direzione del vento (una barca a vela non può mai andare controvento ma è costretta a risalirlo bordeggiando, cioè mantenendosi ai suoi bordi, di bolina); l’andatura di poppa, quando la rotta coincide con la direzione del vento che, infatti, spinge la barca da dietro; al traverso, quando la direzione del vento è perpendicolare a quella della barca; e, infine, al lasco, andatura intermedia fra il traverso e la poppa.