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| 3. | Nascita della speculazione scientifica |
La conoscenza scientifica in Egitto e in Mesopotamia aveva perlopiù finalità pratiche ed era priva di un’organizzazione sistematica. Tra i primi studiosi greci alla ricerca delle cause ultime dei fenomeni naturali, il filosofo Talete, nel VI secolo a.C., propose un modello cosmologico in cui la Terra era concepita come un disco piatto fluttuante nell’acqua, l’elemento dal quale si riteneva derivasse l’infinita varietà dei fenomeni naturali. Il suo discepolo Pitagora, matematico e filosofo, fondò un movimento che riconosceva nella matematica il fondamento di ogni genere di investigazione scientifica, in particolare dell’astronomia. I pitagorici proposero un modello in cui la Terra, sferica, era posta in orbita circolare intorno a un punto centrale detto Fuoco.
La filosofia naturale della scuola ionica e le scienze matematiche della scuola pitagorica trovarono una sintesi nel IV secolo a.C., nelle teorie filosofiche di Platone e Aristotele. Se presso l’Accademia di Platone si applicava il metodo deduttivo per elaborare una concezione di tipo matematico della realtà, al Liceo di Aristotele il metodo era invece induttivo, e la rappresentazione della realtà era prevalentemente descrittiva e incentrata sugli aspetti qualitativi dei fenomeni, in particolare in campo biologico. Nello sviluppo successivo della conoscenza scientifica, questi due diversi approcci hanno giocato entrambi un ruolo determinante.
Durante l’età ellenistica, che fece seguito alla morte di Alessandro Magno, Eratostene sostenne la sfericità della Terra, calcolandone la lunghezza della circonferenza; l’astronomo Aristarco di Samo elaborò un modello planetario eliocentrico (ovvero centrato sul Sole), tesi che non trovò fortuna per lunghissimo tempo. Il grande matematico Archimede pose le basi della statica e dell’idrostatica (che divenne poi parte della meccanica dei fluidi); Teofrasto fondò la botanica; l’astronomo Ipparco sviluppò la trigonometria, mentre Erofilo ed Erasistrato posero le basi dell’anatomia e della fisiologia.
Dopo la distruzione di Cartagine e Corinto da parte dei romani, avvenuta nel 146 a.C., la ricerca scientifica attraversò un periodo di stasi, per riprendere vigore nel II secolo d.C., durante l’impero di Marco Aurelio. A quell’epoca risalgono l’Almagesto di Tolomeo, imponente sintesi astronomica che, proponendo il sistema geocentrico (con la Terra al centro dell’universo), orientò la ricerca fino al Seicento, e gli studi in campo medico del fisico e filosofo Galeno. Circa un secolo dopo nacque l’alchimia, nuova disciplina sperimentale scaturita dalla pratica della metallurgia.