Guglielmo di Occam
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Guglielmo di Occam
3. Il contingentismo teologico

Con Occam viene meno la pretesa della filosofia scolastica medievale di interpretare i dogmi della fede alla luce della ragione. Le stesse prove dell'esistenza di Dio, come quelle elaborate da Anselmo d'Aosta e da Tommaso d'Aquino, non possiedono un valore dimostrativo, poiché Dio, data la sua assoluta libertà, potrebbe sospendere l'ordine naturale delle cose: le leggi poste nel mondo creato non esprimono una razionalità e una necessità superiore alla stessa libertà e al volere divini, ma sono soltanto contingenti, in quanto ne dipendono. Questa posizione radicale (detta 'contingentismo teologico'), che nega la possibilità della teologia come scienza razionale e impone una verifica critica della stessa metafisica, conduce a un'emancipazione della filosofia dai problemi della scolastica medievale, che nascevano dal tentativo di conciliare fede e ragione.