Egitto
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Egitto
2. Territorio

Il territorio dell’Egitto è prevalentemente desertico. Le aree fertili, coltivate e abitate sono meno del 10% della superficie complessiva e coincidono con la valle del Nilo, il suo delta e le oasi presenti nella sezione occidentale del vasto tavolato desertico. A ovest della valle del Nilo si estende il Deserto libico (o Deserto occidentale), a est il Deserto arabico (o Deserto orientale).

Il Deserto libico, prolungamento del Sahara, occupa circa i due terzi del paese. Chiamato anche “Grande mare di sabbia”, presenta numerose depressioni, la maggiore delle quali è la vasta area di Qattâra (18.000 km²), che raggiunge una profondità di 133 m sotto il livello del mare (il secondo punto più basso dell’Africa). Il Deserto libico è costellato di oasi alimentate da una grande falda acquifera sotterranea; tra queste vi sono, da nord a sud, le oasi di Siwa, al-Fayyum, Bahriyah, Farafirah, Dakhilah e Kharijah. Sulla riva orientale del Nilo, il Deserto arabico si estende fino al canale di Suez con un’altitudine media di 600 m e si innalza in rilievi scoscesi che superano i 2.000 m lungo la costa del Mar Rosso. Nell’estremo sud, al confine con il Sudan, si trova il deserto di Nubia, vasta regione di dune e pianure sabbiose. Infine la penisola del Sinai, compresa tra il golfo di Suez e quello di Aqaba, è in prevalenza montuosa e culmina nel Monte Caterina (2.637 m), la cima più elevata dell’Egitto; nelle vicinanze sorge il monte Sinai (2.284 m) dove, secondo l’Antico Testamento, Mosè ricevette le Tavole della legge.

1. Idrografia

La rete idrografica dell’Egitto è dominata dal Nilo, che entra nel paese dal Sudan e prosegue verso nord per circa 1.500 km prima di sfociare nel mar Mediterraneo. Lungo il suo corso in territorio egiziano, il Nilo attraversa una valle resa fertile grazie a estesi sistemi di irrigazione, creati con la costruzione di numerose dighe: le più imponenti sono le dighe di Assuan che hanno consentito la creazione del lago Nasser, ampio bacino artificiale situato al confine con il Sudan. Nei pressi del Cairo la valle si unisce al delta (circa 24.000 km²), formando un’estesa pianura corrispondente all’area più fertile del paese: i principali rami deltizi sono quelli di Rosetta e di Damietta. Una serie di bacini lacustri poco profondi si estende verso l’estremità del delta prossima al mare, mentre un lago più grande, il Birkat Qarun, si trova nella parte interna del deserto, a nord della città di Al-Fayyum. Lungo il corso del Nilo si distinguono due regioni geograficamente e storicamente distinte: il Basso Egitto, nel nord, che include l’ampia zona del delta, e l’Alto Egitto, nel sud, corrispondente all’area della valle a sud del Cairo. Malgrado la notevole estensione (2.450 km), la costa egiziana presenta poche insenature adatte a ospitare porti, a eccezione della regione deltizia.

2. Clima

Il clima è caratterizzato da una stagione calda, da maggio a settembre, e da una stagione fresca, da novembre a marzo. Le temperature in entrambe le stagioni sono influenzate dai venti che soffiano da nord. Nella regione costiera le temperature medie variano da un massimo di 37 °C a un minimo di 14 °C. Nei deserti si verificano marcate escursioni termiche che variano da una media di 45,6 °C durante il giorno, a una media minima di 5,6 °C dopo il tramonto. Durante l’inverno le temperature nel deserto scendono spesso fino a 0 °C. Le zone più umide si trovano lungo la costa mediterranea, dove si hanno precipitazioni medie annuali di circa 200 mm. Scendendo verso sud le precipitazioni diminuiscono rapidamente; al Cairo le precipitazioni non superano i 30 mm annui e in molte zone desertiche si possono verificare lunghissimi periodi di siccità.

3. Flora e fauna

La vegetazione del paese cresce perlopiù nella regione del delta e nelle oasi, dove si trovano in prevalenza palme da dattero; nelle regioni aride si incontrano specie tipiche delle regioni desertiche, soprattutto arbustive, mentre il papiro, un tempo diffuso lungo le sponde del Nilo, oggi cresce soltanto nelle estreme regioni meridionali del paese.

La fauna del paese è limitata a causa dell’aridità del clima. Nelle aree semidesertiche vive la gazzella, mentre nei deserti si incontrano rettili quali l’aspide di Cleopatra, vipere e lucertole. In alcune zone, principalmente nel delta e nelle aree montuose lungo il Mar Rosso, si trovano la volpe del deserto (o fennec), la iena, lo sciacallo, il topo delle piramidi e la mangusta. Il coccodrillo e l’ippopotamo, un tempo comuni nel basso corso e nel delta del Nilo, attualmente si trovano solo nell’alto Nilo. Le specie ornitologiche abbondano soprattutto nel delta e nella valle del Nilo e comprendono l’airone bianco, l’upupa, il piviere, il pellicano, l’airone, la cicogna, la quaglia e il beccaccino. Tra i rapaci si trovano l’aquila, l’avvoltoio, il gufo, il nibbio e il falco. Nelle acque del Nilo vivono numerose specie ittiche.

4. Problemi e tutela dell’ambiente

L’Egitto è un paese quasi interamente desertico, la cui unica riserva significativa di acqua potabile è costituita dal Nilo. Lungo le rive del fiume è concentrata la maggior parte della terra coltivabile, della popolazione e dei centri urbani. La costruzione della diga di Assuan ha permesso di controllarne le piene, di ampliare le pianure alluvionali esistenti e di produrre energia idroelettrica. Lo sbarramento del corso ha tuttavia comportato problemi ambientali di notevole portata: con la creazione dell’enorme bacino artificiale creato dalla diga (il lago Nasser), il suolo preesistente, un tempo rinnovato dalle inondazioni annuali, è stato definitivamente sommerso, mentre il nuovo suolo desertico, irrigato grazie alle acque del bacino, è stato interessato dal fenomeno della salinizzazione. Le pianure alluvionali e quelle del delta, situate lungo la costa mediterranea, un tempo alimentate dal limo depositato dalle piene, sono state in breve erose dal mare, causando l’inevitabile degrado dei ricchi habitat naturali. Il limo, trattenuto dalla diga, si deposita sul fondo del bacino artificiale, determinando l’innalzamento del livello delle acque. Il ricorso intensivo a fertilizzanti chimici, infine, ha determinato un aumento della contaminazione delle acque e dell’incidenza di varie malattie associate all’inquinamento idrico. L’inquinamento petrolifero è anche una grave minaccia per barriere coralline, spiagge e habitat marini.

Il paese possiede una ricca biodiversità e una considerevole varietà di habitat legati al Nilo e alla sua complessa ecologia. La regione del Nilo è un’importante stazione lungo le rotte migratorie degli uccelli dall’Europa all’Africa. Nel paese, 46 specie animali sono in pericolo di estinzione, e solo il 4,6% (2004) del territorio è protetto. In Egitto si trovano 7 World Heritage Sites, tra i quali ricordiamo i siti archeologici di Menfi, Tebe e i monumenti nubiani da Abu Simbel a Philae.

L’Egitto ha ratificato la Convenzione sul diritto del mare e i Trattati per il legname tropicale del 1983 e del 1994, oltre a numerosi accordi internazionali sull’ambiente in materia di biodiversità, specie in via d’estinzione, caccia alle balene, desertificazione, zone umide, cambiamenti climatici, modificazioni ambientali, protezione dell’ozonosfera, inquinamento marino, smaltimento di rifiuti nocivi e abolizione dei test nucleari.