| Guerra di successione spagnola | Articolo | ||||
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| 3. | Le campagne militari |
La guerra fu combattuta principalmente in Italia, nei Paesi Bassi, in Germania e nel Mediterraneo, e prese avvio con l’invasione dei possedimenti francesi nell’Italia settentrionale da parte dell’esercito di Leopoldo I al comando del principe Eugenio di Savoia, che riuscì a conquistare la Lombardia.
Sul fronte dei Paesi Bassi, dopo numerosi combattimenti le roccaforti francesi furono espugnate nel 1703 da un esercito anglo-tedesco-olandese guidato da John Churchill duca di Marlborough che, a fianco del principe Eugenio, nel 1704 riportò una grande vittoria anche sull’esercito franco-bavarese nella battaglia di Blindheim, costringendo i francesi a ritirarsi dalla Germania; nello stesso anno gli inglesi presero Gibilterra. Sconfitti dal duca di Marlborough in Brabante, nella battaglia di Ramillies (1706), gli spagnoli dovettero abbandonare i Paesi Bassi e poco dopo anche l’Italia.
Un esercito anglo-portoghese invase la Spagna nel 1707, ma nella battaglia di Almansa fu respinto dalle forze franco-spagnole, che mantennero il controllo di quasi tutto il paese. Nell’Europa settentrionale, la sconfitta francese a Oudenarde (1708) indusse Luigi XIV a chiedere la pace, ma le trattative si interruppero al suo rifiuto di unirsi alle nazioni in guerra contro il nipote Filippo. Nuovamente sconfitta dal duca di Marlborough e da Eugenio di Savoia a Malplaquet nel 1709 e in battaglie successive, la Francia riaprì i negoziati di pace (1710), che nuovamente si arenarono sulla questione dell’intervento francese contro la Spagna.