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| 5. | Cataloghi stellari |
A eccezione delle stelle visibili a occhio nudo, che hanno nomi propri, tutti gli astri sono identificati con numeri che si riferiscono ad atlanti e cataloghi stellari pubblicati dagli osservatori astronomici. Il primo di tali cataloghi, l’Almagesto, fu compilato dall’astronomo e geografo greco Tolomeo, con il nome e la posizione di 1028 stelle.
Nel XVIII secolo l’astronomo britannico John Flamsteed pubblicò una raccolta di carte del cielo nella quale era specificata la posizione di circa 3000 stelle, classificate secondo le costellazioni di appartenenza e individuate da un numero. Il primo catalogo stellare moderno, pubblicato nel 1862 dall’Osservatorio di Bonn, in Germania, conteneva le posizioni di oltre 300.000 astri.
Oggi i cataloghi stellari non sono libri, ma raccolte di lastre fotografiche riprese con telescopi a grande campo. La prima di queste importanti rassegne stellari venne completata alla metà degli anni Cinquanta, utilizzando il telescopio Schmidt da 1,22 m dell’Osservatorio di Monte Palomar (California). Ogni lastra copre una regione di cielo ampia 6° per 6°, cosicché 1035 carte sono sufficienti a ricoprire tutto il cielo visibile da Monte Palomar. Un’analoga raccolta di carte celesti per il cielo meridionale fu realizzata utilizzando i telescopi Schmidt situati in Australia e in Cile.