Trova nell'articolo Penisola dello Yucatán

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Penisola dello Yucatán

Penisola dello Yucatán Penisola dell'America centrale, protesa nell'oceano Atlantico, che separa il golfo del Messico dal mar dei Caraibi. Comprende gli stati messicani di Yucatán, Campeche, Quintana Roo e parte del Tabasco, tutto il Belize e il Guatemala settentrionale. Ha una superficie di 181.300 km². La più grande città della penisola è Mérida, capitale dello stato messicano dello Yucatán; altre città importanti sono Campeche, capitale dell'omonimo stato messicano, e Belmopan, capitale del Belize.

La penisola dello Yucatán è costituita da un tavolato di rocce calcaree. Particolari caratteristiche topografiche della parte settentrionale sono le numerose grotte e i canali sotterranei nei quali defluisce l'acqua piovana. Il clima è generalmente caldo, mitigato dagli alisei. La stagione delle piogge è quella estiva; la media annua varia dai 510 mm al nord ai 2.030 mm nell'estremo sud.

Nello Yucatán settentrionale l'henequen, una fibra simile al sisal usata nella produzione di spago e corda, rappresenta un'importante risorsa economica. Lungo le coste si trovano cospicue riserve di pesca; a nord e a ovest, al largo della baia di Campeche, vi sono pozzi di petrolio. Nel sud, dove il clima è molto umido, si trovano foreste dalle quali si ricavano mogano e altri legni pregiati. L'agricoltura è una delle risorse principali della penisola; vi si coltivano caffè, mais, cotone, canna da zucchero, henequen e tabacco.

Anche l'industria turistica costituisce una risorsa importante: fin dagli anni Settanta del Novecento il governo messicano ha fatto di Cancún una delle località turistiche più frequentate dell’area caraibica. Inoltre, diversi siti archeologici della civiltà maya, come Chichén Itzá, Tulum, Uxmal, Tikal e altri, attirano un numero di visitatori sempre maggiore.

I discendenti dei maya, la cui civiltà raggiunse il periodo di massimo splendore in epoca precolombiana, costituiscono oggi il nucleo della popolazione rurale. I primi europei a esplorare lo Yucatán furono gli spagnoli, all'inizio del XVI secolo; nel 1549 il conquistatore Hernán Cortés attraversò la penisola e, alcuni anni dopo, la Spagna iniziò la conquista del territorio. L'egemonia spagnola si protrasse fino all'inizio del XIX secolo, quando Messico e America centrale ottennero l'indipendenza. Yucatán e Campeche furono riconosciuti come stati del Messico nel 1862, Quintana Roo si costituì quale stato autonomo nel 1974.