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| 2. | Combustibili solidi |
I più importanti combustibili solidi naturali sono l’antracite, il litantrace, la lignite, la torba e la legna da ardere. Fra gli artificiali, i più diffusi sono il coke e il carbone di legna.
L’antracite e il litantrace sono due tipi di carboni fossili, che si distinguono per un diverso tempo di fossilizzazione, e dunque per un diverso contenuto di carbonio. Entrambi possiedono un notevole potere calorifico, e perciò vengono utilizzati in impianti in cui sono richieste alte temperature di combustione. Vengono anche distillati per la produzione di coke e gas illuminante. Lignite e torba, spesso mescolate e compresse in pratiche mattonelle, si usano negli impianti di riscaldamento che non richiedono alte temperature.
La legna da ardere è costituita da varie pezzature di tronco, rami e radici di alberi. La legna “dolce”, ottenuta da abete, castagno, ontano, pino, pioppo e salice, brucia rapidamente con fiamma lunga ed è utilizzata in forni che richiedono un lungo giro di fiamma. La legna “forte”, proveniente da faggio, frassino, leccio, olmo e quercia, brucia lentamente con fiamma corta e si usa specialmente nel riscaldamento domestico.
Fra i combustibili solidi artificiali spicca per importanza il coke, generalmente prodotto per distillazione del carbon fossile e impiegato soprattutto nei forni industriali.
Il carbone di legna, in passato molto comune nell’uso domestico, ha perso progressivamente di importanza con la diffusione dei combustibili moderni e dell’energia elettrica. Tuttavia è ancora prodotto, secondo il metodo tradizionale, che consiste nel bruciare legna da ardere, in quasi totale assenza d’aria, in una fornace temporanea detta carbonaia. In pratica, la legna ridotta in piccoli pezzi viene ammassata sul terreno e ricoperta di terra umida per uno spessore minimo di circa 20 cm, lasciando piccole aperture alla sommità per consentire l’uscita del fumo, e una più grande alla base, dalla quale viene avviata la combustione. Una volta innescata, questa prosegue lentamente per alcuni giorni, senza fiamma per la carenza di ossigeno, fino alla completa carbonizzazione della legna: al termine del processo la fornace viene smantellata.
I razzi militari, ad esempio i bazooka, sfruttano combustibili solidi come la cordite (miscela costituita da un 65% di nitrocellulosa, dal 30% di nitroglicerina e dal 5% di vaselina), in cui è incorporato ossigeno e che si accendono per riscaldamento.