| Pipistrello | Articolo | ||||
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| 6. | Ciclo vitale |
Nei chirotteri il periodo di gestazione è relativamente lungo e nelle diverse specie può variare da circa 44 giorni a 8 mesi. Poche specie producono più di un piccolo ogni anno e i giovani tendono a maturare lentamente. Sebbene i cicli riproduttivi della maggior parte delle specie seguano il modello generale dei mammiferi, esistono alcune eccezioni. Molto interessanti sono alcune specie delle zone temperate che durante i mesi invernali vanno in letargo. L’accoppiamento avviene prima dell’ibernazione e gli spermatozoi sono trattenuti nel corpo della femmina per tutto il periodo del letargo. La fecondazione avviene quando un uovo viene liberato dall’ovaio, dopo il risveglio primaverile della femmina. Questo fenomeno è chiamato fecondazione ritardata.
Una variante di fecondazione ritardata si osserva in un genere europeo nel quale l’accoppiamento, l’ovulazione e le prime fasi di sviluppo dell’embrione avvengono nella normale sequenza prima dell’ibernazione, ma lo sviluppo si ferma prima dell’impianto nell’utero, che avrà luogo solo in primavera, quando il metabolismo della madre tornerà normale. Questo fenomeno viene chiamato impianto ritardato.
L’abbondanza dei pipistrelli, nonostante il basso tasso di riproduzione, è da attribuirsi non solo ai modelli comportamentali adottati da queste specie, ma anche alla loro notevole longevità. Alcune delle specie più grandi di megachirotteri e il vampiro sono sopravvissuti in cattività per più di vent’anni. Fra le specie di microchirotteri marcate e rilasciate nell’ambiente, molte sono state ricatturate dopo anni. Il record è quello di un esemplare recuperato 31 anni dopo essere stato marcato e liberato nel New England (Stati Uniti).