Trova nell'articolo Riti di passaggio

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Riti di passaggio
1. Introduzione

Riti di passaggio Locuzione utilizzata per la prima volta dall’antropologo francese Arnold van Gennep (1873-1957) per indicare quei riti – presenti diffusamente in tutte le culture, antiche e moderne – che sottolineano i momenti più importanti della vita di un individuo: la nascita, la pubertà, il matrimonio e la morte. Van Gennep individuò tre stadi cruciali, presenti generalmente in ogni rito di passaggio: nel primo, lo stadio della separazione, l’individuo viene isolato dal resto della comunità e abbandona il ruolo rivestito fino a quel momento; il secondo consta di un periodo di transizione, durante il quale l’individuo viene tenuto in una condizione di ambiguità e introdotto progressivamente nella nuova condizione; nel terzo, la reintegrazione, l’individuo viene riammesso nella comunità e gli viene riconosciuta pubblicamente la nuova personalità.

2. Nascita

Concepimento, gestazione e nascita comportano spesso modifiche nelle abitudini di uno o entrambi i genitori, alcune delle quali vengono mantenute dopo il parto. Nel rito della nascita, la separazione è rappresentata sia dall’isolamento della madre prima del parto, sia dalla resezione del cordone ombelicale, che allontana definitivamente il bambino dal suo luogo d’origine. La riammissione e la presentazione pubblica del neonato può culminare in altre cerimonie, come ad esempio quella dell’assegnazione del nome (il battesimo) o la circoncisione.

3. Pubertà

In molte società i riti di pubertà, che segnano il momento in cui l’individuo accede alla condizione di adulto, sono complessi e prolungati nel tempo, soprattutto se l’iniziazione è collettiva. Per le femmine può avere luogo al momento delle prime mestruazioni (menarca); per i maschi può variare. In molte culture gli iniziati sono sottoposti a impegnative prove fisiche o a menomazioni (circoncisione, clitoridectomia, scarificazioni, tatuaggi ecc.) che possono risultare mortali.

4. Matrimonio

I riti del matrimonio sanciscono civilmente o religiosamente l’unione di un uomo e di una donna e l’appartenenza alla famiglia di ogni nato dalla coppia. I riti possono includere feste e scambi di doni fra le famiglie, l’isolamento per la “luna di miele”, la riammissione degli sposi nella società. Oltre al significato religioso ed economico, i riti matrimoniali tendono a sottolineare il significato contrattuale dell’unione.

5. Morte

In molte culture, quello della morte è un avvenimento alla base di un’intensa elaborazione simbolica e rituale (vedi Riti funebri). I funerali consentono alla comunità del defunto di esprimere pubblicamente il dolore e sono un’occasione per riaffermare i valori collettivi.