Tecnologia
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Tecnologia
3. Scienza e tecnologia

Benché scienza e tecnologia presentino molti punti in comune, i loro obiettivi e le modalità di valutazione dei risultati conseguiti sono diversi. Nella sua forma più basilare, la scienza è guidata dalla curiosità e dalla speculazione sul mondo naturale senza alcuna finalità applicativa immediata. Essa mira a produrre teorie verificabili sperimentalmente, valutate secondo criteri di semplicità, coerenza, comprensibilità e potenzialità esplicative.

Ciò non significa però che tutto ciò che va sotto il nome di scienza abbia questa qualità; la cosiddetta “scienza strategica”, ad esempio, è maggiormente finalizzata a produrre conoscenze in grado di assistere lo sviluppo per il mercato di prodotti e processi di successo, precedentemente identificati come tali. La tecnologia, d’altro canto, mira a realizzare e migliorare manufatti e sistemi in grado di soddisfare desideri e aspirazioni umane. La valutazione viene condotta in base a considerazioni quali l’efficacia delle prestazioni, l’affidabilità, la durata, i costi di produzione, l’impatto ecologico e la possibilità di smaltimento a termine.

Nel corso dei secoli sono stati compiuti progressi tecnologici di grande valore pur senza contare su cognizioni scientifiche propriamente dette. Sono ben documentati, ad esempio, i notevoli risultati della tecnologia asiatica alla fine del I millennio d.C., in settori quali la metallurgia, la stampa e l’ingegneria idraulica. Anche le ruote idrauliche, le chiuse, i metodi di conservazione degli alimenti e molti processi metallurgici costituiscono altri casi in cui la tecnologia ha precorso la scienza.

Questo rapporto subì un mutamento soprattutto alla fine del XIX secolo, con lo sviluppo delle industrie chimiche e delle centrali elettriche, nelle quali le conoscenze scientifiche vennero utilizzate direttamente nella soluzione dei problemi e nella messa a punto dei prodotti. Lo sviluppo dei mezzi di comunicazione e dell’elettronica costituiscono ulteriori testimonianze dell’efficacia di uno stretto rapporto tra scienza e tecnologia.

Nella seconda metà del XX secolo molte delle moderne tecnologie erano intimamente collegate alla conoscenza scientifica, mentre dal canto suo la scienza si legava sempre più alla tecnologia, dalla quale dipende per via della complessa strumentazione necessaria all’esplorazione del mondo naturale. Un’innovazione tecnologica come la risonanza magnetica nucleare – una tecnica diagnostica per immagini ampiamente utilizzata in medicina – non si sarebbe sviluppata senza le conoscenze scientifiche sulle proprietà magnetiche del nucleo dell’atomo.

I rapporti simbiotici e sinergici tra moderna scienza e moderna tecnologia hanno indotto taluni a coniare il termine “tecnoscienza” per descrivere il risultato della fusione, benché ibrida, di due settori. Un modello largamente accettato del rapporto tra scienza e tecnologia le considera due nuclei di prassi indipendenti, che si sovrappongono e si intersecano nelle rispettive attività.

La conoscenza scientifica costruita dagli scienziati, nel corso della loro ricerca di comprensione dei fenomeni naturali, non sempre si manifesta in forme che è possibile utilizzare direttamente ed efficacemente in attività tecnologiche. Spesso tali conoscenze devono essere rielaborate e tradotte in forme che meglio si adattano agli specifici parametri di progetto, e questo viene compiuto dalla tecnologia.