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Medicina dello sport
1. Introduzione

Medicina dello sport Branca della medicina che si occupa degli effetti dello sport sul corpo umano e della diagnosi, della terapia e della prevenzione degli infortuni che avvengono nel corso delle attività sportive.

2. Cenni storici

La pratica dell’attività fisica a scopo ricreativo o competitivo ha origini antiche e, con essa, anche lo studio degli aspetti medici e fisiologici di tale attività sull’organismo umano. Insegnamenti dedicati agli atleti si ritrovano già in Ippocrate, che consiglia massaggi e bagni igienici; in alcuni scritti di Galeno si ritrova una prima elencazione di malattie tipiche degli atleti. Dopo l’età medievale, nel Rinascimento si assiste a un nuovo interesse per gli aspetti medici della pratica sportiva; è del 1569 il trattato Artis gymnastica del medico italiano Girolamo Mercuriale, considerato il primo manuale di medicina sportiva. Nel 1680 il filosofo e scienziato italiano Giovanni Alfonso Borelli pubblica De motu animalium, in cui cerca di applicare al corpo umano i principi della meccanica descritti dallo scienziato Galileo Galilei; l’opera precorre gli studi sulla biomeccanica, che attualmente rappresentano una importante branca della bioingegneria e hanno notevoli implicazioni con le scienze motorie e la medicina dello sport. Nel Settecento, il medico Bernardino Ramazzini compie uno studio ad ampio spettro sulla correlazione tra malattia e attività professionale; in particolare, nell’opera del 1703 Le malattie dei lavoratori mette in evidenza gli infortuni cui vanno soggetti soprattutto i fantini e i corridori. Il XIX secolo è periodo di notevoli progressi nella fisiologia; ciò ha influenza anche sulla medicina dello sport, che inizia a occuparsi di aspetti quali la fatica muscolare e l’adattamento alla quota dell’organismo negli atleti; antesignano della fisiologia applicata alla medicina dello sport è il fisiologo italiano Angelo Mosso, che pubblica opere quali L’uomo sulle Alpi, L’educazione fisica della gioventù e La fatica. La definizione della medicina dello sport come disciplina vera e propria avviene nel 1912.

Tra gli anni Venti e Trenta in diversi paesi europei federazioni di medici che si prefiggono l’assistenza agli atleti; in Italia, è del 1930 la fondazione della Federazione Italiana Medici degli Sportivi.

3. Finalità della medicina dello sport

Attualmente, la medicina dello sport ha diverse finalità. Se la sua più immediata applicazione è la diagnosi e la terapia degli infortuni sportivi, le sue competenze si estendono alla valutazione funzionale (esame dello stato di salute e delle possibilità sportive del singolo individuo); alla educazione sanitaria (definizione di principi igienico-sanitari che permettono il mantenimento di buone condizioni fisiche, come una dieta equilibrata, l’esclusione di fumo, alcol, sostanze dopanti, ecc.); alla prevenzione di patologie mediante la pratica dell’attività fisica (soprattutto delle malattie cardio-vascolari, dell’obesità e dell’invecchiamento); alla ricerca pura e applicata che permette il continuo miglioramento delle prestazioni degli atleti (ad esempio, mediante la messa a punto di particolari training di allenamento e attraverso lo studio delle qualità fisiche dello sportivo, come la resistenza, la velocità e l’elasticità muscolare). Il medico dello sport può avvalersi di strumentazioni specialistiche quali l’ergometro e lo spirometro. La medicina dello sport ha implicazioni con la scienza della nutrizione, con la fisiologia, con l’ergonomia e la bioingegneria, la traumatologia, la fisioterapia e altre specializzazioni mediche.