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Seme
1. Introduzione

Seme Organo delle piante fanerogame, o spermatofite, che contiene in miniatura tutte le parti della pianta adulta e che ha il duplice ruolo di forma di resistenza della pianta a condizioni ambientali poco favorevoli e di organo di propagazione della specie. Nelle angiosperme (o piante con fiore) i semi sono racchiusi in un ovario, destinato a trasformarsi in frutto, mentre nelle gimnosperme (o piante a seme nudo) sono inseriti 'nudi' tra le squame che compongono i coni.

2. Formazione

Il seme deriva dalla fecondazione della cellula uovo presente all’interno dell’ovulo (a sua volta contenuto nell’ovario), da parte di un granulo di polline. Quest’ultimo, attraverso una lunga estroflessione chiamata tubetto pollinico, introduce nell’ovulo due nuclei spermatici: uno di essi va a fecondare la cellula uovo, formando uno zigote destinato a svilupparsi in embrione; il secondo nucleo spermatico va invece a fondersi con i due nuclei polari presenti nel sacco embrionale dell'ovulo, dando origine alla formazione di un tessuto di riserva, chiamato endosperma; questo tessuto è destinato ad avvolgere l'embrione all’interno del seme e a nutrirlo nelle prime fasi di crescita, subito dopo la germinazione.

Alla fecondazione segue una prima fase di accrescimento dell’embrione e di accumulo dell’endosperma, che avviene a spese della nocella, l’ammasso di cellule che riempie l’ovulo non ancora fecondato. Le sostanze nutritive fornite dalla nocella vengono integrate da quelle sintetizzate dal resto della pianta attraverso la fotosintesi e dal frutto stesso durante il processo di maturazione; la scorza del frutto immaturo, infatti, è verde, e quindi dotata della clorofilla necessaria a effettuare la fotosintesi. Una volta giunto a maturazione, il seme si disidrata e attraversa un periodo di quiescenza, vale a dire di totale inattività metabolica; le funzioni vitali del piccolo organismo che il seme rappresenta riprendono soltanto, in condizioni ambientali favorevoli, al momento della germinazione.

3. Struttura del seme maturo

Il seme maturo può avere forme e dimensioni diverse: può essere microscopico, come quello delle orchidee o del tabacco, di medie dimensioni, come quello del pesco e del nespolo, o molto grande, come quello del cocco. In ogni caso, è composto di tre parti: una serie di involucri protettivi, chiamati tegumenti, derivati dal rivestimento dell’ovulo; l’endosperma, contenente le sostanze di riserva; e l'embrione, che costituisce la piantina in miniatura. In particolare, quest’ultimo è formato da una porzione allungata detta asse embrionale e dai cotiledoni, una sorta di foglie modificate che, nelle prime fasi dello sviluppo della piantina, subito dopo la germinazione del seme, contribuiscono a fornire le sostanze nutritive necessarie alla crescita, vuoi effettuando essi stessi la fotosintesi, vuoi rilasciando le sostanze immagazzinate durante la fase di formazione del seme. Il numero dei cotiledoni, variabile da uno, a due a molti, è un importante criterio di classificazione delle piante angiosperme: quelle dotate di un solo cotiledone costituiscono la classe delle monocotiledoni; quelle dotate di due cotiledoni, la classe delle dicotiledoni. Alle due estremità dell’asse embrionale sono presenti due porzioni di tessuto meristematico, vale a dire due ammassi di cellule capaci di dividersi rapidamente per mitosi; uno dei due rappresenta il meristema apicale, responsabile della crescita della pianta in altezza, l’altro il meristema dell’apparato radicale.