| Mummificazione | Articolo | ||||
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| 2. | Mummificazione naturale |
La mummificazione si può produrre come fenomeno naturale e casuale in particolari condizioni climatiche e ambientali, laddove la temperatura molto alta o molto bassa, la buona ventilazione, l’assenza di umidità o la mancanza di ossigeno ostacolano i processi putrefattivi. Corpi mummificati furono rinvenuti, ad esempio, nelle regioni aride del Perù, sepolti nella sabbia del deserto, e in alcune località della Cina occidentale, in terreni con forte componente salina; il clima caldo e secco, nel primo caso, e la proprietà igroscopica del sale, nel secondo caso, favorirono la graduale evaporazione o perdita dei liquidi corporei.
Diverse furono le trasformazioni chimiche subite dalle mummie scoperte in alcune caverne dell’Alaska e della Groenlandia, dove fu il freddo estremo a rallentare la decomposizione dei cadaveri; simile è il caso di “Ötzi”, il cosiddetto Uomo di Similaun, rinvenuto in un ghiacciaio alpino all’inizio degli anni Novanta. Una situazione differente portò invece alla mummificazione di alcuni corpi scoperti nelle torbiere scandinave, dove responsabili della conservazione della materia organica furono l’acido tannico e la mancanza di ossigeno.