Diamante
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Diamante
2. Proprietà

Al diamante, la più dura tra le sostanze conosciute, viene attribuito il valore 10 nella scala di durezza di Mohs. Poiché la durezza non è una qualità costante, ma varia a seconda della direzione cristallografica, tale valore non può essere considerato preciso, ma solo un'indicazione delle caratteristiche di resistenza alla scalfittura.

Il diamante cristallizza nel sistema cubico; le forme più frequenti sono ottaedri e rombododecaedri, anche se non sono rari cristalli arrotondati, distorti o geminati. La densità varia da 3,15 a 3,53, e nei cristalli più puri è quasi sempre 3,52.

I diamanti esibiscono un'ampia variabilità di trasparenza e colore, causata dalla presenza di tracce di diversi elementi; tutte le pietre di interesse gemmologico sono trasparenti e in particolare quelle incolori, dette diamanti bianchi, sono estremamente preziose. I diamanti bruni non sono particolarmente rari, a differenza di quelli verdi, blu e rossi; questi ultimi sono i più rari in assoluto.

Due importanti caratteristiche del diamante sono la lucentezza e il fuoco, determinati da proprietà fisiche come l'indice di rifrazione e la dispersione, più alte per il diamante che per qualunque altra pietra naturale trasparente e incolore. I diamanti non tagliati hanno lucentezza grassa e non sono brillanti, ma le stesse pietre, una volta tagliate, presentano una caratteristica ed elevata lucentezza, tecnicamente detta adamantina.

L'effetto dell'alta dispersione è quello di separare le componenti colorate della luce bianca, in modo tale da fare scintillare la pietra. Alcuni diamanti mostrano fluorescenza, e quando vengono esposti alla radiazione luminosa, proveniente dal Sole o da altre sorgenti di luce ultravioletta, emettono una luce, di solito di colore blu, ma che in alcune pietre può essere gialla, bianca o rossa.

Altre caratteristiche del diamante, pur non aggiungendo nulla all'aspetto, sono spesso utili per identificare la pietra, per verificarne l'autenticità e per distinguere i veri diamanti dalle imitazioni. Essendo eccellenti conduttori di calore, ma non di elettricità, i diamanti risultano freddi al tatto e si caricano positivamente quando vengono strofinati. La capacità di conduzione del calore renderebbe questa sostanza ideale per la produzione di pellicole superficiali per i chip dei calcolatori, nei quali il calore deve essere dissipato molto rapidamente; drogando il diamante, in modo da renderlo semiconduttore, queste pellicole potrebbero essere mantenute a uno spessore minimo.

A differenza delle imitazioni, i diamanti sono trasparenti ai raggi X e particolarmente resistenti all'attacco degli acidi e degli alcali. I cristalli trasparenti, riscaldati in presenza di ossigeno, bruciano alla temperatura di circa 800 °C, liberando anidride carbonica.