| Trova nell'articolo | Spencer, Herbert | Articolo |
Spencer, Herbert (Derby 1820 - Brighton 1903), filosofo britannico, fu uno dei rappresentanti del positivismo inglese. Dopo aver esercitato diverse professioni, nel 1853 decise di dedicarsi interamente agli studi. Seguace dell'evoluzionismo, esordì nel 1850 con la Statica sociale: in quest'opera la legge universale dell'evoluzione, secondo cui in tutto l'universo vi è un costante passaggio dall'omogeneo all'eterogeneo, viene applicata alla società. Per Spencer, come nel mondo naturale si assiste a un continuo passaggio dal semplice al complesso, dal disorganico all'organico, con l'emergere di specie animali diversificate che si adattano all'ambiente e la conseguente scomparsa degli organismi che vengono eliminati dalla selezione naturale (secondo il principio di sopravvivenza del più adatto teorizzato da Darwin), così nella sfera sociale l'umanità progredisce verso il meglio attraverso un processo evolutivo che agisce tanto sulla psiche del singolo individuo quanto sulle leggi dello stato.
Su tali basi, Spencer applicò la legge dell'evoluzione a tutti i campi del sapere: nel 1855 pubblicò i Principi di psicologia, in cui l'analisi della vita psichica prende le mosse dai gradi più bassi dell'attività sensoriale per giungere fino alle forme più evolute dell'arte e della scienza. In seguito, il progetto dell'enciclopedia delle scienze biologiche e sociali, riassunto nel Sistema di filosofia sintetica (1860), si articolò nelle seguenti opere: i Primi principi (1862), a cui seguirono i due volumi dei Principi di biologia (1864-1867), i tre volumi dei Principi di sociologia (1876-1896) e i cinque volumi dei Principi di etica (1879-1892).