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Nirvana

Nirvana Nel buddhismo, una condizione trascendente priva di sofferenza e dei caratteri propri dell’esistenza fenomenica individuale. La parola deriva da un verbo che in sanscrito significa “raffreddarsi”, o “spegnersi lentamente”, come nello smorzarsi di una candela: il senso è che solo nel nirvana si spengono le fiamme della lussuria, dell’odio, dell’avidità e dell’ignoranza. Con il raggiungimento del nirvana si interrompe il cerchio della trasmigrazione delle anime (vedi samsara), altrimenti senza fine.

Il significato del concetto di nirvana è stato ampiamente discusso dagli studiosi occidentali, poiché alcuni lo concepiscono come un annullamento totale, mentre altri lo intendono come beatitudine eterna. Entrambi i punti di vista presentano problemi, poiché il nirvana è, in ultima istanza, indescrivibile e può essere conosciuto solo per esperienza diretta.

Il buddhismo Mahayana dell’Asia orientale interpreta il nirvana non come un fine esterno, ma come la natura intima di ciascuno che occorre solo riconoscere. Lo indicano come “buddhità”, “quiddità” o “vuoto”.