| Trova nell'articolo | Famiglia (sociologia) | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Famiglia (sociologia) Gruppo sociale fondamentale, presente in ogni società storicamente conosciuta. La struttura e le funzioni della famiglia variano nel tempo e da una società all’altra; in base alla sua struttura la famiglia può essere “nucleare” (composta cioè da marito e moglie con o senza figli), “estesa” (che comprende anche altri parenti), “multipla” (composta da due o più unità familiari), “senza struttura” (composta da individui che non hanno rapporti coniugali, quali ad esempio due amici o due fratelli).
| 2. | La famiglia nella storia |
La moderna famiglia occidentale deriva in larga misura dall’antica famiglia ebraica, patriarcale e legata da severi precetti religiosi. Soltanto con la Riforma protestante questa concezione meramente religiosa dei legami familiari fu in parte sostituita da una visione più civile e laica, che sarebbe diventata tipica delle società contemporanee. Attualmente, infatti, nella maggior parte dei paesi le relazioni familiari sono definite sul piano civile e non su quello religioso.
Molte delle funzioni un tempo delegate alla famiglia sono oggi svolte da istituzioni specializzate, come la produzione economica, l’istruzione, l’insegnamento dei precetti religiosi, lo svago. Dopo la rivoluzione industriale, ma ancor più dopo la prima guerra mondiale, sono intervenuti, nella società in generale e quindi anche nella struttura e nelle funzioni della famiglia, importanti mutamenti. In buona parte essi sono legati alla diversa definizione dei ruoli sociali delle donne. In primo luogo, nelle società occidentali contemporanee le donne sono inserite, anche se spesso con diritti inferiori a quelli degli uomini, nel mercato del lavoro. Un altro importante cambiamento è relativo al declino della famiglia estesa, legato da una parte agli effetti dei movimenti migratori e dell’urbanizzazione e dall’altra al progressivo affermarsi dei sistemi di previdenza sociale, ai quali oggi gli individui, nel momento del bisogno, possono rivolgersi per trarne quel sostegno precedentemente assicurato dalle famiglie..
Altri fenomeni sociali e di costume hanno contribuito a modificare la famiglia nelle società occidentali, tra cui il divorzio.
| 3. | La famiglia nel diritto |
In diritto, il termine “famiglia” indica quel rapporto tra due o più persone che trova origine nel matrimonio; il diritto di famiglia è l’insieme di tutte le norme che disciplinano la vita della famiglia, le relazioni tra marito e moglie e quelle fra genitori e figli.
Non tutte le società hanno disciplinato allo stesso modo la vita in famiglia. Nel diritto romano, ad esempio, la familia comprendeva tutte le persone che erano sottomesse al potere di uno stesso capofamiglia (pater familias). Il vincolo di sangue non era infatti determinante e, accanto alla moglie e ai figli, facevano parte della famiglia anche gli schiavi. Il pater familias aveva potere assoluto di vita e di morte su tutti i membri della famiglia ed era l’unico amministratore del patrimonio. Con l’avvento del cristianesimo l’idea di famiglia cambiò profondamente. Il matrimonio, al quale fu attribuito un elevato valore etico, fu dichiarato indissolubile; accettato solo nella sua forma monogamica, esso aveva tra i principali scopi quello della procreazione.
Il diritto di famiglia attualmente vigente in Italia è il risultato di alcune innovazioni decisive introdotte negli anni Settanta del Novecento. La prima fu l’introduzione del divorzio (1970) che, nei casi espressamente previsti dalla legge, consente a marito e moglie di sciogliere il vincolo matrimoniale e di crearsi una nuova famiglia; la seconda fu la riforma del diritto di famiglia del 1975, ispirata al principio della parità di diritti e di doveri tra moglie e marito, contenuto nella nostra Costituzione. Per quanto riguarda le relazioni tra marito e moglie, il diritto sancisce il dovere di essere fedeli, di assistersi, di collaborare e di abitare nella stessa casa. La riforma ha inoltre introdotto la parità di trattamento dei figli nati da genitori sposati e dei figli nati fuori dal matrimonio, cioè nati da genitori non sposati.
Quanto alle relazioni tra genitori e figli, fino al compimento dei diciotto anni il giovane è affidato ai genitori che hanno il dovere di occuparsi di lui, provvedendo tra l’altro alla sua educazione e istruzione. La potestà dei genitori comprende il dovere e il potere di amministrare il patrimonio del minore ed è esercitata da entrambi i genitori di comune accordo; il minore gode tuttavia di tutti i diritti della persona e dei beni economici che possiede.
| 4. | Un ruolo ancora importante |
Proprio perché suscettibile di variazioni nel tempo e nelle diverse culture, la famiglia assume forme molteplici. Negli ultimi decenni vi sono state delle ulteriori e profonde modificazioni nella società e nelle strutture familiari, e hanno fatto la loro comparsa altri tipi di famiglia, tra cui ad esempio la famiglia omosessuale (alla quale diversi stati europei hanno di fatto già esteso alcuni dei diritti precedentemente riconosciuti solo alle coppie eterosessuali). Tuttavia, anche se in via di ridefinizione e per molti aspetti in crisi, la famiglia resta un’istituzione fondamentale della società.