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Lega araba
1. Introduzione

Lega araba Denominazione ufficiale della Lega degli stati arabi, associazione di paesi indipendenti quasi tutti di lingua araba, istituita per rafforzare i legami tra i paesi membri, per coordinare le loro politiche di intervento e per tutelare i loro interessi comuni.

2. Stati membri

La Lega fu fondata al Cairo nel 1945 da Egitto, Iraq, Libano, Arabia Saudita, Siria, Transgiordania (Giordania, a partire dal 1950) e Yemen del Nord. I paesi che vi hanno aderito in seguito sono: Algeria (1962), Bahrein (1971), Comore (1993), Gibuti (1977), Emirati Arabi Uniti (1971), Kuwait (1961), Libia (1953), Marocco (1958), Mauritania (1973), Oman (1971), Qatar (1971), Somalia (1974), Sudan (1956), Tunisia (1958) e Yemen del Sud (1967). L’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) entrò a farne parte nel 1976; l’Egitto venne invece escluso nel 1979 per aver firmato un trattato di pace con Israele, ma fu riammesso nel 1989 dopo che nel 1987 i leader politici arabi avevano deciso di riallacciare le relazioni diplomatiche.

La sede centrale dell’organizzazione, trasferita dal Cairo a Tunisi, è poi ritornata nella capitale egiziana nel 1989.

3. Struttura organizzativa

L’organo supremo è il Consiglio, composto da tutti gli stati membri, ciascuno dei quali dispone di un voto. Le decisioni prese all’unanimità dal Consiglio sono vincolanti per tutti i membri, mentre quelle prese a maggioranza hanno efficacia vincolante solo per coloro che hanno approvato la risoluzione. Il Consiglio si riunisce due volte l’anno e può essere convocato in sessione straordinaria su richiesta di due stati membri. La Lega nomina, a maggioranza dei due terzi, un segretario generale a capo degli uffici amministrativi e finanziari, i quali, a loro volta, sono suddivisi in dipartimenti che si occupano di questioni politiche, economiche, sociali e legali. Fanno parte della Lega araba anche alcune agenzie specializzate, quali l’Organizzazione per la scienza, la cultura e l’istruzione, e l’Organizzazione per il lavoro.

4. Cenni storici

Il governo egiziano fu il primo a proporre la costituzione, nel 1943, di una Lega araba. L’Egitto, insieme ad alcuni altri stati arabi, intendeva realizzare una cooperazione più stretta senza rinunciare alla propria indipendenza politica. Lo statuto originario della Lega non diede vita né a un’unione né a una federazione di paesi, ma a un’organizzazione regionale di stati sovrani. Gli obiettivi di quest’ultima consistevano nell’ottenere l’indipendenza dei popoli arabi ancora soggetti alla dominazione straniera, e nell’impedire la creazione di un proprio stato da parte della minoranza ebraica in Palestina (allora sotto il mandato britannico). Furono previsti infine un comitato di difesa comune, un consiglio economico e un comando militare permanente.

5. Attività

La Lega araba è attiva con programmi politici, economici, culturali e sociali per la tutela degli interessi degli stati membri. Luogo di discussione delle politiche d’intervento e di riflessione su questioni di interesse comune, la Lega è intervenuta nella soluzione di alcune controversie tra paesi arabi e di alcuni conflitti, tra cui le guerre civili in Libano del 1958 e del 1975-76. Le iniziative promosse in seno all’organizzazione hanno portato alla stesura e alla conclusione di quasi tutti i principali accordi volti a favorire l’integrazione economica tra stati membri.

La Lega ha svolto anche un ruolo importante nello sviluppo della formazione scolastica e nella conservazione del patrimonio culturale arabo e dei suoi manoscritti, nella promozione di scambi culturali tra stati membri, di iniziative sportive e giovanili e di interventi a tutela del mondo dell’infanzia, nonché nel miglioramento della condizione femminile nella società araba. Si è occupata, infine, degli interventi contro l’attività criminale e la tossicodipendenza e dei problemi legati al mondo del lavoro.