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Ermafroditismo
1. Introduzione

Ermafroditismo Presenza in un solo individuo di entrambe le gonadi, gli organi di produzione delle cellule riproduttive, femminili (cellule uovo) e maschili (spermatozoi). Tale fenomeno è piuttosto comune nel regno vegetale e negli animali inferiori; nei vertebrati si presenta occasionalmente, come conseguenza di un anomalo sviluppo dell’apparato riproduttore o come carattere tipico della specie. Ad esempio, nell’orata sono presenti le gonadi di entrambi i sessi, che maturano però in modo successivo (prima quelle maschili, poi quelle femminili), fenomeno indicato come proterandria.

2. L’ermafroditismo nelle piante

L'ermafroditismo è comune nella maggior parte delle angiosperme: le piante definite monocline hanno fiori ermafroditi, o perfetti, ciascuno dei quali porta sia gli elementi maschili (stami), sia quelli femminili (pistilli). Esistono piante che presentano un ermafroditismo particolare, le piante monoiche, in cui ciascun individuo porta fiori maschili e fiori femminili separati. Sessi separati si hanno nelle piante dioiche, in cui i fiori maschili e i fiori femminili sono portati da individui differenti. Nella maggior parte delle piante ermafrodite gli elementi maschili e femminili maturano in tempi diversi, per assicurare l'impollinazione incrociata tra individui diversi; fanno eccezione alcune specie, come la viola e l'enotera, che si riproducono abitualmente per autoimpollinazione.

3. L’ermafroditismo negli animali

Mentre negli animali superiori (vertebrati, artropodi, alcuni molluschi) l’ermafroditismo è un fenomeno che si verifica eccezionalmente, e si parla allora di gonocoria, ovvero di separazione dei sessi, negli animali invertebrati meno evoluti esso è piuttosto diffuso. L'ermafroditismo è comune, in particolare, nei platelminti, negli anellidi, nei tunicati e in alcune specie di molluschi; si presenta occasionalmente nei pesci e fra gli anfibi. Un caso estremo di ermafroditismo è rappresentato dai molluschi polmonati, quali le chiocciole, che possiedono un’unica gonade che funziona sia da ovario sia da testicolo (detta ovariotestis).

La tendenza all’ermafroditismo si riscontra soprattutto nelle specie che vivono fisse al substrato o parassite di altri organismi; in altri termini, questa caratteristica sessuale è risultata vantaggiosa, nel corso dell’evoluzione, negli organismi che hanno scarsa mobilità. Gli animali ermafroditi, comunque, raramente si autofecondano; nella maggior parte dei casi, infatti, gli spermatozoi e le cellule uovo maturano in tempi diversi (ermafroditismo successivo), oppure gli organi esterni maschili e femminili sono disposti in modo tale che l'autofecondazione risulta fisicamente impossibile.

Negli animali superiori compaiono solo occasionalmente individui detti ermafroditi che hanno un aspetto a metà strada tra quello di un maschio e quello di una femmina; questi animali sono in genere sterili e, se fertili, non producono cellule uovo e spermatozoi entrambi fertili. Questi organismi sono spesso chiamati intersessi o intermedi sessuali; alcuni esperimenti hanno dimostrato che gli intersessi del moscerino della frutta Drosophila melanogaster derivano dalla presenza nel nucleo delle cellule di un rapporto anomalo tra il numero dei cromosomi maschili e quello dei cromosomi femminili.

4. L’ermafroditismo nell’uomo

Anche nella specie umana può presentarsi il fenomeno dell’ermafroditismo. Si parla di vero e proprio ermafroditismo nei soggetti che, fin dalla nascita, possiedono un’ovaia e un testicolo, o due gonadi miste (ovotestis), dotate cioè di tessuti con caratteristiche miste di testicolo e di ovaia. Gli organi genitali in questi individui possono essere o di tipo prettamente maschile o femminile, oppure di aspetto ambiguo.

Si parla invece di pseudoermafroditismo quando un soggetto che possiede gonadi maschili, o femminili, manifesta invece organi genitali con una struttura anormale che ricorda quella dell’altro sesso. In genere dovuti a malformazioni durante lo sviluppo fetale, questi organi si presentano complessivamente più piccoli del normale; una frequente malformazione è l’ipospadia, in cui lo sbocco dell’uretra avviene in un punto differente da quello normale e i tessuti genitali sono anormalmente sviluppati. In tali individui si possono verificare disturbi della funzionalità dell'ipofisi o delle ghiandole surrenali.

1. Possibili terapie

Quando si constata nel bambino la presenza di malformazioni degli organi genitali, si può procedere a esami come l’analisi del cariotipo, la biopsia delle gonadi e esami radiologici o clinici, per valutare il sesso genetico del soggetto, la struttura e la funzionalità dell’apparato riproduttore. L’identificazione del sesso, infatti, risulta tanto più importante se si considerano le implicazioni psicologiche e sociali che tale aspetto ha nella crescita di ciascun individuo. La correzione di eventuali anomalie può avvenire mediante interventi chirurgici e terapie ormonali, volti a modificare le caratteristiche sessuali non funzionali e a enfatizzare, invece, quelle funzionali.