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Archiloco

Archiloco (Páros, VII secolo a.C. ca.), poeta lirico greco. Poco si sa della sua vita, oltre al fatto che partecipò alla colonizzazione di Taso e che morì in battaglia. Della sua poesia, che gli antichi consideravano somma, equiparandola a quella di Omero, si conservano circa trecento frammenti (giambi ed epodi ma anche elegie) che denotano una prorompente e sincera vitalità e un'adesione incondizionata all'emozione del momento.

Oggetto dei suoi versi sono soprattutto la guerra, l’amore, l’invettiva, il simposio. Il modello di poeta-soldato che emerge dalla poesia archilochea è sostanzialmente diverso dall’idealizzazione del guerriero che si ritrova nella tradizione epica: soldato per necessità, pur di salvaguardare la propria vita non esita a fuggire dal campo di battaglia. L’amore è per Archiloco esplosione di forte passionalità: non raro è il ricorso a immagini molto esplicite, quasi oscene, nella descrizione di scene erotiche. La donna di nome Neobule, più volte menzionata nelle sue poesie, è forse quella da lui amata e il padre di lei, Licambe, ostile a questo amore, è più volte oggetto delle invettive di Archiloco; non è da escludere, però, che si tratti di una situazione del tutto fittizia, o addirittura modellata su personaggi oggetto di narrazioni o rappresentazioni popolari. Invettive contro nemici appaiono assai diffusamente nei versi archilochei, come pure calde apostrofi ad amici, magari connesse alla pratica rituale del simposio, presente più che accidentalmente nei frammenti superstiti. Tra i carmi simposiaci, importante valore di consolatoria convivialità riveste il vino, motivo caro ad Archiloco anche in altre liriche d’argomento bellico o amoroso. Nonostante queste tematiche perlopiù autobiografiche, non mancano talora altri argomenti gnomici o meditativi, contenenti l’aspirazione a una vita equilibrata, che conferiscono alla poesia di Archiloco una dimensione universale.

La poesia di Archiloco, come la maggior parte della lirica arcaica, era destinata a una fruizione limitata, costituita da un ristretto gruppo di amici o al massimo da una piccola comunità. Il suo stile, seppure linguisticamente dipendente dalla tradizione omerica, si caratterizza per l’immediatezza e l’utilizzo di immagini dal realismo potente ed espressivo.