Trova nell'articolo Bronzo

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Bronzo

Bronzo Termine usato propriamente per indicare le leghe del rame con varie percentuali di stagno e, quasi sempre, uno o più altri elementi (principalmente piombo, zinco, fosforo). Si usa comunemente nella produzione di cuscinetti, ruote dentate, molle, valvole, eliche marine, ma anche monete e medaglie, statue, campane.

Le caratteristiche del bronzo sono determinate soprattutto dal rapporto percentuale fra rame, stagno e altri componenti. I bronzi più comuni contengono l'85-90% di rame, dal 5 al 14% di stagno, dal 2 al 5% di piombo e dal 2 al 5% di zinco. Lo speciale bronzo per campane contiene fino al 30% di stagno, con minime quantità di piombo e zinco. In generale, aumentando la percentuale di stagno si conferisce maggior durezza al bronzo, a scapito della malleabilità; il piombo invece ne migliora la lavorabilità, mentre lo zinco ne aumenta la fluidità, rendendolo più adatto alla colata in getti di fusione elaborati. Il fosforo, in percentuali superiori allo 0,3%, ne aumenta la fluidità e la durezza, ma la sua presenza non è compatibile con quella dello zinco.

Noto fin dalla preistoria, come testimonia il ritrovamento in Asia occidentale di oggetti che risalgono al IV millennio a.C., si diffuse in Europa alla fine del III millennio (vedi Età del Bronzo) e divenne il materiale con cui venivano fabbricati quasi tutti gli oggetti di uso comune intorno al 1300 a.C. Nell'antichità classica i greci e i romani lo usavano, talvolta arricchito con argento, per fabbricare utensili, armi, monete e vari oggetti artigianali (vedi Lavorazione dei metalli).

Sono spesso chiamate bronzi, impropriamente, alcune leghe del rame con altri elementi ma senza stagno, come il cupralluminio (bronzo d'alluminio), il cupronichel (bronzo al nichel), il cuprosilicio (bronzo al silicio) ecc.