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Lingua gotica Lingua morta, l’unica ben documentata dell’estinto ramo orientale delle lingue germaniche.
Il gotico era parlato dagli ostrogoti, antica popolazione stanziata in Germania e in Italia, e dai visigoti dell’Europa orientale e della Spagna. Fu soppiantata da altre lingue germaniche e romanze fra il VII e il IX secolo.
Più a lungo che in Spagna e in Italia, il gotico sopravvisse fra i goti di Crimea, dove negli anni 1560-1562 fu raccolta una serie di parole ed espressioni che mostrarono come la loro lingua fosse ancora una forma di gotico.
Con l’eccezione di alcune iscrizioni norvegesi in rune, le testimonianze di gotico sono le più antiche fra quelle delle lingue germaniche, e sono perciò molto preziose per lo studio della storia di questa famiglia linguistica.
La maggior conoscenza del gotico deriva dai frammenti di una traduzione della Bibbia fatta intorno al IV secolo dal vescovo goto Ulfila. Tra questi frammenti il maggiore e migliore è costituito dal Codex argenteus, che contiene circa la metà dei Vangeli. L’alfabeto gotico, tradizionalmente attribuito a Ulfila, consiste di 27 caratteri: 25 lettere greche modificate e due rune.